Spleen del fruitore di media.

Vi prego basta con questa faccenda della bellezza. Dove la vedi, se nelle donne magre o nelle donne in carne, se le dive sono belle con o senza photoshop, truccate o non truccate, se invecchiano bene o invecchiano male, se i segni delle gravidanze fanno una donna bella oppure no. I servizi fotografici che fanno finta di essere ribelli, cercando espedienti artistici per abbellire, mi hanno stancato. Non sono ribelli, cercano solo di affermare il diritto di dire “sono bella anche io”. Non spostano il problema di un millimetro. Le donne non nascono come elementi decorativi, quindi dissertare della loro bellezza é come discutere della bellezza di una mola o di un crick. Non serve a niente e non ti cambia una gomma se buchi in autostrada. Delle cose che mi rendono felice nella vita non ce n’è una che io abbia conquistato con il mio aspetto, nemmeno mio marito. Essere bella o brutta non ha mai spostato di una virgola i miei problemi o le mie potenzialità. Nelle rare volte in cui per sbaglio il mio telecomando è finito su Rai o Mediaset, ho visto donne belle più o meno vestite, sorridere senza motivo stringendosi nelle spalle, mandare baci, agitare le manine. Sono contenta di essere un cesso, francamente. Sono contenta di sapere qual è il mio posto nel mondo, occuparlo, esserne soddisfatta, sentire che in qualche modo compio il mio destino e sono utile per gli altri. La bellezza non é un valore. Non c’é alcun merito nel possederla, non ci fai niente. Comincio ad avere le rughine intorno agli occhi, non me le toglierei mai: lo ho fatte vivendo con le persone che amo, sarebbe come buttare via i miei vecchi diari o le foto della mia famiglia. Il loro significato non ha niente a che vedere con la bellezza, il loro significato é violentato dal con concetto di bellezza.
Fate pace con il cervello e cominciate a dare un senso alla vostra vita. È una figata, provare per credere.

Annunci

10 pensieri su “Spleen del fruitore di media.

  1. sarà la gravidanza, ma non sei un cesso, sei bellissima, magari dopo il parto ti darò ragione 😀

    Non lo so perché gli uomini fanno a gara su chi ce l’ha più lungo, e le donne su chi è la più bella, e poi nelle forme più “adulte” diventa chi sfoggia meglio il suo potere e chi tra le donne può appendersi al collo il successo del proprio uomo (e il proprio uomo al posto dell’orologio ha la moglie trofeo), forse è solo un retaggio di una gerarchia preistorica ed ha a che fare con l’evoluzione? Ma se è un sistema vecchio e superato cosa ci impedisce di evolverci ed affrancarci da esso?

    Ma perché questo sfogo?

    • Faccio la premessa che di base sono femminista. Non veterofemminista, ma alla parità di genere tengo moltissimo, ci faccio pure i progetti a scuola con i ragazzi. Detto questo, non era una brutta giornata, è solo un pensiero che mi ha attraversato la mente. Tieni conto che brontolo sempre per le notizie, per i talk show politici e via discorrendo. Leggo Internazionale e altre pubblicazioni pseudo intelligenti di sinistra e ti dico sinceramente che mi scoccio nel veder la mancanza di intelligenza delle persone che scrivono, delle scelte editoriali, degli opinionisti autorevoli. Il problema è il fatto che si debba dare per forza un valore alle persone e questo valore può dipendere dal denaro, dai muscoli, dall’aspetto fisico, dalle dimensioni del pene o dell’automobile (che nel maschio medio sembrano l’uno il sostituto dell’altro), dalla carriera, come ti pare. Ognuno ha la propria scala di valori e cerca di alzare la voce per dire che la sua scala è quella giusta. L’ostentazione dello status sociale ha un fondamento biologico, è un dato scientifico, ma ci sono degli aspetti in natura molto differenti: innanzi tutto la gerarchia viene stabilita sulla base delle capacità di sopravvivenza dell’individuo e avere uno status maggiore significa sì accedere per primo al cibo, ma anche essere il primo ad affrontare i predatori e morire quasi certamente molto presto a favore della sopravvivenza del gruppo. Nei primati non umani è così e per dirla con l’uomo ragno “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”. Quello che mi disgusta nelle persone è questa ricerca spasmodica di status facendo la ruota con la coda come il pavone, senza alcuna assunzione di responsabilità. E allora il concetto di valore mi diventa veramente una cosa vuota e priva di senso.

    • Raramente ho conosciuto persone che volevano uno status superiore per potersi prendere cura di quello che avevano intorno. Molto più spesso ho conosciuto persone che volevano un ruolo per essere riconosciute, senza volerne pagare il prezzo in termini di fatica o di responsabilità. E allora sì che conta la bellezza: cosa devi fare per essere bella? Niente. Ti basta stare ferma, sorridere amabilmente e farti guardare. Sei utile come una composizione di fiori. E la cosa triste e indecente è che a noi femmine per lo più ci educano e ci fanno pressioni per diventare quella roba lì. Così quando sei donna puoi anche fare ricerca sulle cellule staminali, puoi andare nello spazio e fare cose stupende per il genere umano, ma in conclusione la gggente ti chiede conto della maternità, delle tue rughe, di come ti vesti ecc. Che a me importa assai, rispondo male e me ne frego. Ma leggerlo tutti i giorni è oltremodo urticante e avere pazienti donne che sono infelici perché si sentono in colpa e si deprimono se non rispettano le aspettative della società è triste. Perché non sono loro a dover cambiare, a dover per forza fare figli, a doversi sposare, ad essere belle. Deve cambiare sto cavolo di mondo malato.

      • Io non credo che esistano persone ambiziose che si smazzino solo per il bene comune, pure i più buoni d’animo e generosi agiscono per stare meglio con sé stessi e quindi egoisticamente. La corsa al successo implica che ci sia sempre chi perde, perché dove non c’è concorrenza non ci può essere reale soddisfazione, questo mi fa credere che un mondo dove siamo tutti felici e soddisfatti non può esistere se non sacrifichiamo qualsiasi ambizione e trasformiamo la vita in un noioso piattume senza stimoli

      • Su questo mi spiace non sono per niente d’accordo. Dipende da cosa intendi per ambizione. Io sono ambiziosa nella misura in cui studio tantissimo e faccio il mio lavoro al massimo delle mie possibilista. Di essere dottoressa mi importa assai. Poi succede che sono dottoressa e la gente mi tratta in modo diverso da come tratta la donna delle pulizie, ma mi tratta meno bene di come tratta mio marito che è ingegnere. Allora, il punto è: al mio ruolo io associo il grosso senso di responsabilità, per cui mi preoccupo costantemente della gente che curo, mi arrovello chiedendomi se le decisioni che prendo sono quelle giuste o meno, spendo un mucchio di soldi per aggiornarsi nelle migliori scuole. E sì, mi piace, mi fa stare meglio con me stessa, non perché voglio fare l’angelo, ma perché mi piacr studiare e perché mi piace molto il gesto tecnico, studiare una tecnica, applicarla vedere se funziona. Se mi piacesse fare la restauratrice di mobili o la chef, sarebbe lo stesso. In una dimensione come questa, non mi interessa paragonarmi alla donna delle pulizie o rimarcarle il mio ruolo. La adoro perché il suo lavoro mi permette di concentrarmi totalmente sul mio e sono curiosa di lei, del suo paese e del suo benessere. Il problema di molte persone è che dentro sono vuote perché invece di cercare dentro di sé un modo per essere soddisfatte, cercano di sentirsi meglio guardando cosa fanno gli altri e paragonandosi. Sai cosa c’è? Che il benessere che si prova nel sentirsi superiori agli altri dura il tempo di un caffè e non se ne ha mai abbastanza, si deve sempre alzare il tiro. È una corsa continua verso il niente. Mentre sono contenta di poter dire che non so niente di marche di abbigliamento, ma se mi sveglio con l’emicrania, quando vado a lavorare mi passa e quando sono a casa con mio marito non penso alla casa con piscina che non ho, o alla cellulite o a Belén: ho in mente mio marito, le piante in terrazzo, le cose buone per cena. Il problema, ripeto, è che i media sono diseducativi e riempiono di vaccate la testa delle persone.

      • Riguardo al tuo lavoro e come lo fai mi stai dando ragione nella misura in cui ammetti che sei come sei perché è il tuo unico modo di fare le cose (altrimenti non ti piacciono o ti senti irresponsabile). Poi lavorare continuamente su se stessi ed essere il proprio rivale da battere in effetti distrugge un po’ la mia tesi, ma poi penso che nessun uomo è un’isola e se trovo qualcuno più bravo di me a fare una cosa io lo copio e se uno è meno bravo provo a non commettere i suoi errori.

      • Certo, pure io approfitto dell’esperienza degli altri per migliorare, ma questo prescinde dal concetto di valore personale. Non mi sento inferiore a una persona se fa le cose meglio di me e non mi sento in competizione, ma divento curiosa e cerco di imparare. Questo perché a un certo punto ho smesso di menarmela sul mio valore e scommettere sempre sulle mie prestazioni per stabilire se sono valida e brava oppure no. A un certo punto ho pensato che nella vita ti devi divertire e fare sempre a gara non è divertente…

      • Quando giochi. Quando vivi il.resto della tua vita, stare sempre in competizione su chi è più fico non è divertente. Concentrare le proprie energie per essere più fichi degli altri non è divertente, è uno spreco immane di potenziale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...