Dialogo tra una psicologa e un non-so.

Non so: “91? Buonasera, mi dica”

Natalie: “Buonasera. Senta, ho smesso di fumare e sono un po’ nervosetta, mi darebbe un po’ di valeriana o della passiflora, qualcosa di fitoterapia?”

Non so: “Gocce o compresse?”

Natalie: “Cosa si assorbe prima? Perchè sto bene quasi sempre, solo che ogni tanto ho il craving e mi rosicchierei le gambe del tavolo, ci fosse qualcosa da prendere al bisogno…” (risata generale, svelato l’arcano, sono in una farmacia)

Non so: “Ah, allora le do questo! Quando si agita, spipetta questo sotto la lingua e risolve”

Natalie: “Fiori di Bach? Non c’è un farmaco vero, qualcosa con un principio attivo? Non credo all’omeopatia.”

Non so: “Questo è un farmaco!”

Natalie: “Ah sì? Ho letto Bach sulla confezione e pensavo fosse una cosa omeopatica. Ma funziona?”

Non so: “Diamine, è un farmaco!”

Natalie: “Ok, se me lo dice lei. Quant’è? Immagino non serva la tessera sanitaria”

Non so: “Sì sì, serve, lo può scaricare. Vede? Così ci crede di più!” (attenzione a questo passaggio, perchè se ci ripenso mi sale ancora una carogna sulla spalla, che potrei tornare indietro e uccidere)

Torno a casa. Tutto bene fino a sabato, poi dopo pranzo bevo il caffè. Mi viene ovviamente voglia di fumare (ce l’ho pure ora che ne sto scrivendo). Guardo meglio la confezione: “Soluzione omeopatica 5 D delle erbe: cherry plum, clematis, impatiens, rock rose, star of bethlehem. 27% alcol.

Imprecazione

Natalie: ” Ti rendi conto sti pezzi di m… (serie di improperi), ho chiesto esplicitamente un rimedio FITOTERAPICO, gli scimpanzè si curano con le erbe, alle erbe ci credo, ma il principio attivo lo voglio! 8,80 per una c… di boccetta d’acqua, ora torno e gli faccio una fiammata che se la ricordano, sti str… Non glielo avessi detto!”

Marito, con tablet in mano: “Eh, Nat, devono vendere, cosa ci vuoi fare? Vai, gli dici che vuoi cambiare la boccetta perchè avevi chiesto un’altra cosa e basta”

Nat: “No, scusa, voglio andare preparata, mi dici quanto principio attivo c’è dentro quella truffa? 27% di alcol, per forza ti calma, quando ti agiti ti fai un cicchetto come nei migliori film americani! Truffatori, bugiardi, LADRI!”

Marito, che legge: “Dunque. 5 D vuole dire che hanno preso un flaconcino di quelli che hai tu in mano. Quanto liquido c’è dentro?”

Nat: “Non è specificato”

Marito, catedratico: “Da questo flaconcino hanno estratto un decimo di intruglio e lo hanno messo in un flaconcino di acqua. Poi dal secondo flaconcino hanno estratto un decimo di fluido e lo hanno diluito in acqua. Dal terzo flaconcino hanno estratto un decimo e lo hanno diluito in acqua. Dal quarto flaconcino hanno fatto uguale fino al quinto.”

Natalie, rossa in viso che le sta scoppiando la vena sulla fronte: “Cioè, questo merdosissimo flaconcino contiene un decimo, di un decimo, di un decimo, di un decimo di un decimo di una quantità non precisata?! Uno scienziato ha detto a un altro scienziato che questa truffa funziona? Ma ti rendi conto???? Ma le hanno fatte le potenze negative? E le frazioni? Ma ti pare che un farmacista, uno che dovrebbe aver studiato, uno che conosce la scienza e dovrebbe averne rispetto, ma ti pare che uno così possa sentirsi in pace a smerciare questa truffa? Non c’è niente qui dentro! Niente! Acqua in flaconcini! E mi ha pure detto ” Così ci credi di più! COSI’ CI CREDI DI PIU’! UNO SCIENZIATO A UN ALTRO SCIENZIATO!”

Marito, stanco: “Natalie, non ci andare ora in farmacia se no pianti un casino. Aspetta un’oretta, ti calmi, poi vai e fai come dico io, senza polemiche. Se ti dicono qualcosa, spieghi che avevi chiesto un’altra cosa e via”

“La cosa che mi fa arrabbiare di più è che le persone vanno dall’omeopata per non andare dallo psicologo. Cioè, meglio coglione che matto, capito? Perchè tutte le volte che qualche mia amica, che io rispetto anche, mi dice che va dall’omeopata, mi riferisce queste due cose: ‘il mio omeopata mi fa parlare tanto, mi fa un sacco di domande su di me, sul mio carattere’ e ‘Prima che il farmaco faccia effetto ci vuole del tempo, ci devi andare un po’ di volte dall’omeopata’. Ma guarda un po’, anche dallo psicologo! Questi omeopati sono anche bravi nella chiacchiera, più bravi di tanti medici, e la gente non capisce che E’ LA CHIACCHIERA LA CURA! LA CHIACCHIERA! Ma l’erba va più di moda e la gente non legge l’etichetta e mi manda in bestia il fatto che se i medici e gli psicologi di stoc… capissero che ci devono parlare con la gente e in modo sano, i pazienti non andrebbero dai cialtroni! Si fiderebbero! Poi però la gente ci muore con Stamina e ste segate qua. Questo mi fa arrabbiare, che la gente spende i soldi e muore perchè i medici magari sono anche bravi a prescrivere i farmaci, ma non sono buoni a spiegarsi e a stare al mondo.”

Marito: “Sì va bene Natalie, però non puoi arrabbiarti così per queste cose”

Natalie, sdegnata: “E invece sì, E INVECE SI’!”.

Esco a fare la spesa, ormai la collera mi è scesa e posso gestire la situazione in armonia con l’universo, ma la farmacia è chiusa e così torno lunedì, con animo ancora più sereno di sabato.

Natalie, con toni concilianti perchè ha davanti un’altra farmacista, probabilmente ignara del problema con cui non ritiene opportuno polemizzare e che chiameremo Non-so2: “Buonasera, miscusi, volevo chiedere se può sostituire questo con delle compresse di valeriana”

Non so2: “Sì certo. Per che cosa lo aveva chiesto?”

Natalie: “Ho smesso di fumare, ma non importa, va benissimo la valeriana, grazie”.

Non so2: “Guardi che quello che ha la fa meglio della valeriana”

Natalie, che vuole stare calma risponde in mono pressochè garbato, inspirando un po’ più aria del consueto, perchè per dominare la collera aiuta: “Mi perdoni, capisco cosa vuole dire, è che io non credo nell’omeopatia e quindi preferisco la valeriana 45 mg”.

Non so2 “Ma il rescue remedy è un farmaco, sono erbe un po’ più pasticciate, ma funziona, lo tenga. E’ fitoterapia, tipo.”

Natalie, perentoria: “No. C’è scritto soluzione omeopatica 5D, vuol dire che c’è un decimo di un decimo di un decimo di un decimo di un decimo di una quantità non specificata di principio attivo. Se c’è una molecola di principio attivo siamo fortunati. Mi può dare la valeriana per favore? 45 mg, fantastica. Io non credo che l’acqua abbia memoria.”

Non so2 insiste, io resisto, finchè interviene un farmacista vero: “L’omeopatia ha dietro una filosofia che o ci credi o non ci credi”

Natalie “Esatto o la sposi o non la sposi. Siccome non la sposo…”

Prendo la mia valeriana costernata mentre mi dirigo al Conad a comprare il pane e chatto con Marito.

“Cazzo, non è che ti truffano, ci credo per davvero, Marito.”

“Come? Stai scherzando!”

“No (e gli racconto la scenetta). Non chiederò mai più un consiglio a un farmacista, non sanno niente!”

Marito: “Capirai Natalie, per quello che si impara all’università, non sanno niente no. Ma gliel’hai spiegata la diluizione omeopatica cos’è?”

Natalie: “Sì ci ho provato, ma la farmacista non capiva, mi diceva che era fitoterapia, non omeopatia. Non si può sconfiggere l’ignoranza!”

Marito: “Eh cosa ci vuoi fare Natalie…”

Natalie (davanti al banco frigo): “Sì, ho Ho capito, Marito, ma almeno leggere l’etichetta. Ti sembra normale che sulla mozzarella, Santa Luciaci deve essere indicato il peso netto e sgocciolato mentre Boiron può fare quello che gli pare? Dovrebbe essere illegale! Ma i farmacisti se ne saranno accorti che su tutti i farmaci c’è scritto 200 mg, 600 mg e sul rescue remedy invece no? Questi credono che un centomillesimo di una quantità imprecisata di qualcosa combatta l’ansia. Al mondo c’è veramente tanta ignoranza. Questa storia finisce sul blog!”

Marito: “Vai, Natalie, lànciati in un’invettiva senza precedenti!”

Alle fine della storia pensavo peggio. Ma mi fa sorridere pensare che ho amiche che dicono di dover lottare per curarsi con l’omeopatia, mentre a me capita il contrario. Devo lottare per curarmi con le medicine.

Ognuno ha la propria religione, la mia per fortuna è l’empirismo.

 

Ps: precisazione per Ale, se sta leggendo. Lo so che ho fumato in tua presenza circa una settimana fa, ma era un’eccezione. Per il resto non fumo dal 26 luglio e sto cercando di non fare più eccezioni. Mi aiuto con la valeriana e con i biscottini Vitasnella.

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19 pensieri su “Dialogo tra una psicologa e un non-so.

  1. Allora: vengo a portare alcune parole di verità. Non sono un esperta di fiori di Bach però li conosco bene e li adopero, con ottimi risultati
    MA
    il farmacista ha detto una vastissima infinità di cazzate.

    Primo: i fiori di Bach NON sono rimedi omeopatici. Con l’omeopatia non c’entrano nulla.
    Secondo: i fiori di Bach NNOOONN sono farmaci. Assolutissimamente NO. Con i farmaci c’entrano assai meno di nulla.
    TERZO: i fiori di Bach NON sono detraibili da alcunché.

    Circa un secolo fa il signor Bach isolò una serie di fiori e stabilì che le loro VIBRAZIONI ENERGETICHE potevano curare questo e quello, principalmente problemi dell’anima ma, si sa, siamo un tutt’uno e un anima che sta bene può influire sull’organismo. Per intendersi, se prendi i fiori di Bach mentre hai un raffreddore potrai vivere meglio il fatto di avere il raffreddore ed essere meno nervosa mentre ti soffi il naso a ripetizione, ma questo è quanto. E lasciamo perdere se hai una polmonite o una bruciatura.

    Per fare i fiori di Bach si prendono i fiori, si mettono su una bella scodella d’acqua e si lasciano al sole e al vento per un tot. Le vibrazioni energetiche si trasmettono all’acqua. Poi si buttano via i fiori e l’acqua viene diluita non so quante volte, ci si mette una piccola base di alcool ed ecco la boccetta dei fiori di Bach.
    Vibrazioni energetiche. L’omeopatia non c’entra nulla. Non hai preso un estratto di fiori, più o meno diluito e più o meno ricco di principi vari. Hai preso dell’acqua con delle vibrazioni energetiche che i fiori ci han lasciato.
    Converrai che, al confronto, l’omeopatia poggia su solidissime basi scientifiche.

    Il Rescue Remedy è fatto con tutti i 38 fiori, e serve per i gravi traumi (anche fisici, ti aiuta ad accettarli e a non perdere la speranza). Si usa in situazioni di emergenza. Francamente per il tuo caso avrei dato fiori specifici (ce ne sono alcuni) – NEL CASO CHE tu avessi voluto curarti il nervosismo da astinenza da fumo con i fiori di Bach.
    C’è l’uso di dare Rescue per tutto “che tanto serve a tutto, servirà anche a te”, ma NON è questo lo spirito con cui è stato concepito.
    Peraltro, ad essere sincera, a me Rescue non ha mai fatto alcun effetto.

    Non è vero che i fiori funzionano solo se ci credi: pare che su bambini e animali funzionino benissimo. E non credo che necessariamente funzionino se ci credi.
    Funzionano se sono quelli giusti – e, forse, se sei nello stato energetico adatto per accoglierli.

    In tutti i casi, se chiedi un farmaco a base di erbe, mi sembra fuor di questione che hai diritto ad avere un farmaco a base di erbe. Più che ignorante il farmacista mi sembra sia stato un idiota in malafede. I fiori di Bach vanno benissimo se ci si consigliano tra amici, o se ne senti parlare, ti ispirano e vuoi provarli. Rifilarli così è una porcata e basta, oltre che un atto professionalmente del tutto scorretto.

    Come consiglio personale, cambierei farmacista e farmacia, con eventuale piazzata per esternare apertamente il tuo giustissimo disappunto. Tra l’altro è evidentissimo che quell’individuo conosce i fiori di Bach quanto te. E d’accordo che, mal che vada, certo non corrono il rischio di far male e quindi si possono dare a cuor leggero… ma lui si è fatto pagare per quella boccetta di Rescue, mi pare. E ti ha dato una consulenza che come floriterapeuta val meno di zero (come ho detto, non sono un esperta ma per un caso come il tuo verrebbe da pensare a Cherry Plum, per gli scatti di nervi, e Beech per un eccesso di spirito polemico, e forse anche Impatiens. Così, all’impronta. Ma magari facendoti qualche domanda poteva venire fuori una boccetta completamente diversa. Insomma, non solo non hai avuto quel che chiedevi, ma ti han dato qualcosa che, anche se tu avessi voluto con tutte le tue forse i fiori di Bach, non andava bene lo stesso).

    SE vuoi usare i fiori di Bach, ti consiglio di provare in una buona erboristeria, o di sentire in giro se qualcuno conosce un buon floriterapeuta (si chiamano così). Ma diffida se si limitano a darti il Rescue e declina con gentilezza (o senza alcuna gentilezza, a seconda di come ti gira).

    Ho trovato il tuo racconto agghiacciante ma, in un suo perverso modo, molto istruttivo. Ma certo non torna a onore della categoria dei farmacisti.

    Auguri per l’esasperazione (che certo NON ti è migliorata dopo questa storia!)

    • Ora non ho capito se ho inviato oppure ho cancellato ciò che ho scritto fin ora.
      Comunque quello che voglio dire è che io sono per l’empirismo, ciò la cui esistenza non è imostrabile per me non esiste, per tutta una serie di motivi che sarebbe lungo spiegare. Dopo di che, qualunque cosa una persona riesca a fare per star bene e tirare a campare in questo mondo ha tutto il mio rispetto e la mia ammirazione, lo dico con sincerità. Del resto se non fosse vero non potrei lavorare per più di due giorni. Grazie per avermi illustrato la differenza tra omeopatia e fiori di Bach, sono sicura che saperlo mi tornerà utile. Io non so tutto del mio campo, non sarebbe possibile, ma ho dei riferimenti, delle nozioni di base che mi permettono di orientarmi, per cui per esempio non sono un’esperta di autismo, ma so orientarmi e quindi non lo posso curare, ma posso dare dei consigli su come fare e dove andare per esempio. Conseguentemente da un farmacista non mi aspetto che conoscano ogni singola boccetta della farmacia, ma suppongo che le sostanze si dividano in famiglie, gruppi, categorie all’interno dei quali un farmacista deve sapersi orientare, altrimenti tanto vale far fare questo mestiere a dei commessi senza laurea. Trovo di una gravità inaudita che due farmaciste non sapessero che mi hanno venduto un prodotto che non contiene principio attivo nella convinzione che lo contenesse e sono certa che nel parlarsi tra loro, mi avranno dato dell’ignorante, perché non saranno andate a verificare da nessuna parte se ho ragione o no.
      Personalmente prima di fidarmi di un professionista ci metto del tempo, quindi finché non sono sicura controllo tutto quello che mi viene detto, ma in linea di massima la gente va in farmacia e si fida ed è brutto che prenda gocce d’acqua pensando siano farmaci.
      Ho carissime amiche che si curano con l’omeopatia e che sanno esattamente cosa fanno, abbracciano quella filosofia in modo consapevole. Ma la maggior parte delle persone è giustamente ignara e si fida del farmacista, dando per scontato che sappia quel che fa, quando invece non sa niente. Sarebbe giusto che al momento di vendere qualcosa il farmacista ponesse le persone di fronte alla scelta, spiegando che differenza c’è e dicesse: “questo è un farmaco che ha questo effetto con questi effetti collaterali, questo è un prodotto omeopatico che non ha principio attivo”. Le persone per la maggior parte prendono farmaci omeopatici scambiandoli per fitoterapici, quando non sono la stessa cosa.

    • Ah e poi sì, sono polemica, ma scatti di nervi, no, generalmente se mi arrabbio c’è un ottimo motivo. Però se devo essere onesta, a me polemica piaccio 🙂 non lo sono mai in modo gratuito, la polemica è la logica conseguenza del fatto che ho dei valori in cui credo moltissimo, come la correttezza, il senso di responsabilità, la lealtà, per essere coerente con i quali faccio rinunce e fatiche. Per esempio non mi assumo mai incarichi nei quali non mi sento abbastanza competente, sono sempre chiara e cerco di essere equanime durante le dispute tra terzi, esplicitando che non volendo prendere posizioni non esprimo opinioni, se ho segreti li ho solo con me e in genere hanno a che fare con la riservatezza, non do corda a persone verso le quali non provo abbastanza simpatia per approfondire la conoscenza, insomma sono rigida. Ma giusta, ritengo; anche se qualcuno pensa che io sia austera o che me la tiri. In realtà se prendo confidenza poi sono amichevole. Però penso davvero che se le persone si sforzassero di essere un po’ più attente e corrette il mondo sarebbe migliore. Poi nessuno è perfetto e non me la prendo se una persona sbaglia, dal momento che sbaglio anche io, ma un conto è chi sbaglia con umiltà, un conto chi sbaglia con supponenza.
      Nello specifico le farmaciste, sbagliando per palese ignoranza e con supponenza, hanno creato le basi per una piazzata plateale, che per altro non ho fatto. Perché la rabbia è una cosa che sento proprio salire con largo anticipo prima che scoppi e quindi mi gestiscono per non fare la matta!

  2. a me sale il nazismo… c’è certa merda sempre dei laboratuà buairò che è zucchero distillato alla millionesima parte.

    Nasce più o meno così, un’idiota cerca una cura per tutte le infezioni, contamina il campione e si formano bolle d’aria in tutte le sue ricerche, prende le bolle d’aria e crede d’aver scoperto un nuovo microrganismo dannoso, lo diluisce milioni di volte per renderlo innocuo e pensa d’aver scoperto il vaccino per tutto (poi ci aggiunge un po’ di zucchero per non venderti alcol). Risultato? Il lider della scienza del diluizione vende ‘sta roba a tutti e la gente la compra perché “oh, io l’ho usata e dopo 2 giorni mi è passata l’influenza”, che quella l’influenza solitamente dura 5 giorni, grazie al cazzo mi viene da dire!

    E via di passaparola e compagnia danzante…

    Scusa Nat a stento riesco a tenere la calma… comunque congratulazioni per l’impegno a smettere di fumare, sei grande!

    • C’era una mostra bellissima a Pisa, cercala su Internet “balle di scienza”, parlava proprio di queste cose e mi è piaciuta un mondo! Cika, la gente va a mode, passerà anche questa prima o poi… Avevo smesso nel 2009, poi l’anno scorso ho ripreso e ora sto tornando sulla retta via. È più semplice oggi che 5 anni fa, perché 5 anni fa non lo avevo mai fatto e mi sembrava una cosa enorme. Ora invece, essendoci già passata, è una seccatura, ma è fattibile. Non sto nemmeno ingrassando, la scorsa volta ero diventata un barile!

  3. Farmacisti (nel tuo caso) troppo commercianti e poco professionali. Che lo sanno, lo sanno che l’omeopatia è pressoché una fregnaccia (scusate, ma io non ci credo). Stupidi perché è inutile guadagnare 8 euro e ottanta ora per perdere un cliente per sempre!

    • In questo caso non sapevano proprio di cosa stavano parlando, altro che mossa commerciale! Capre ignoranti! Purtroppo essendo la farmacia vicino a casa, è improbabile che non ci vada più, sicuramente non mi vedranno per un po’. Anche secondo me è una fregnaccia, ma le persone che ne fanno uso se sono contente loro…
      Una volta mi è venuta la cistite e ho chiesto a mia mamma se mi poteva prendere qualcosa in farmacia. La farmacista le ha rifilato 25 € (qualche anno fa era tanta roba) senza spiegarle che erano farmaci omeopatici e li ha presi perché non era mai venuta nè a me nè a lei e non conoscevamo il magico monuril. Morale, il giorno dopo (e non so se ti è mai capitato, ma un giorno con la cistite è un giorno veramente lungo) sanguinavo e sono andata piangendo dal medico. Con le infezioni non si scherza, accidenti! In quella farmacia non ci sono più tornata no!

  4. the pellons' ha detto:

    Tante volte tre gocce di xanax… (rido. Ma in realtà il tuo smettere di fumare sta solo dentro di te, nella tua forza. A volte un effetto placebo non è male, pensa all’inalatore di Ed in It… )

    • Ahaha! Macchè per così poco?! Come ho scritto in altro commento, avevo già smesso, poi ho avuto una ricaduta di un annetto e ora sto rismettendo. È stata dura la prima volta, ora non è piacevole ma non mi sembra uno scoglio enorme. Non sono più nervosa del solito, anzi, sto benone e sto facendo un sacco di cose carine e nuove, non sto nemmeno ingrassando. La mezza piazzata in farmacia non è tra le peggiori che ho fatto, perché a me la mancanza di competenza manda il sangue al cervello, odio proprio il fatto che le persone amino avere ruoli e non se ne assumano la responsabilità, perché fanno danni giganteschi. Ora, in questo caso niente di male, per farmaci seri fortunatamente ci vuole la ricetta, però c’è gente che si fida del farmacista e aspetta ad andare dal medico proprio perché pensa di ricevere buoni consigli.
      Il placebo mi va bene se è gratis!

  5. Aaappunto: leggendoti mi era parso di capire che in questo periodo diventavi nervosa di punto in bianco. Invece Cherry Plum non ti sarebbe (probabilmente) servito. Per prescrivere i fiori di Bach si deve sapere qualcosa sul paziente, e proprio perché si basano su principi… diciamo non proprio concretissimi, chi li prende E LI PAGA dovrebbe avere una qualche idea di quel che fa.
    Ma la domanda che si impone a questo punto è: quando “suggeriscono” un farmaco in alternativa, o anche qualcosa da banco (non sempre sono acqua fresca, i farmaci da banco) hanno una sia pur vaga idea di quel che fanno?
    La storia della cistite per esempio è abbastanza agghiacciante.
    Mah.

  6. sai Nat che, con l’omeopatia, sono riuscita a far sparire i fibromi? due anni di cure tradizionali li avevano ingrassati, mollati gli ormoni e introdotti gli omeopatici in sei mesi l’eco ha dato risultati insperati… però io ci credo effettivamente…. amiche comunquie?

    • Ma scherzi?! Siiiiiiiii!!!!! Molte mie amiche ci credono, non è questo il problema, è che da un farmacista mi aspetto che conosca la differenza tra una sostanza e un’altra e che si attenga alle mie indicazioni. È disarmante pensare a quante volte ho chiesto consiglio in farmacia pensando di fare una cosa sensata. Poi per carità ci saranno quelli preparati e quelli no, ma mi è crollato un pilastro della mia sicurezza!

  7. hai ragione da vendere. i MIEI farmacisti sono preparati, competenti e gentili: Roberto è l’uomo dei preparati fitoterapici (me ne ha portato uno l’inverno scorso, quando non riuscivo a riprendermi da un’influenza), Valeria è la patita della chimica conosce composti, molecole e tutto ciò che ne deriva. Francesca e Filippo sono quelli che, oltre ad una grande preparazione, ascoltano e consigliano. sono fortunata ce li ho sotto casa e, quasi ogni sera, di ritorno dall’ufficio mi fermo a salutarli 😀

  8. lanoisette ha detto:

    figlia di tecnica di laboratorio che ha avuto tra le mani un microscopio prima che le comprassero una barbie, hai la mia più completa approvazione e stima.
    per la cistite (se non è quella emorragica – lì monuril come se non ci fosse un domani, e anche una botta di cistalgan), estratto di semi di pompelmo.

  9. O come mi piacerebbe un microscopio! Finito il liceo mi spaventava l’obbligo di frequenza delle lezioni di medicina, ma tornassi indietro la farei! Fortunatamente non mi capita più da un bel po’, però ho dovuto prendere Monuril a cadenze regolari anche in assenza di sintomi. Ora non mi ricordo la cura, ma dio benedica il monuril!

  10. Incrocio questo post ed il tuo blog che amerò molto (dimmi che torni a scrivere!!!) grazie a Mammamsterdam. E leggo questo post proprio dopo qualche giorno che la nostra nuova pediatra (SantaPediatra) ha prescritto dei granuli omeopatici per “curare” l’insonnia del nostro treenne. Una prescrizione molto bizzarra perchè fatta dicendo “parliamoci chiaro è tuttto placebo” fatta al figlio di due ricercatori (unoe mezza diciamo) che all’omeopatia non credono punto. Il dialogo tra mio marito, detto chercheur, e SantaPediatra è stato un pezzo della letteratura familiare che voglio scrivere e scriverò. La storia è finita che i granuli li abbiamo comprati e li stiamo diligentemente e appassionatamente somministrando e il nostro treenne li prende con molta gioia. Stanno aiutando un pelino,ovviamente per noi tutto ruota intorno al placebo. La questione dei soldi del contribuente (nel nostro caso francese, visto che viviamo oltralpe) depredati da questo sistemino è tutt’altra, Entrambe le questioni sono molto molto interessante e io credo che urga la nascita di un caramellificio che lanci una collana titolata Placebatia o cosa del genere per conciliare le due cose. Per lomeno in ambito pediatrico, mi rendo conto che poer un adulto smetterebbe di essere Placebo.
    Ben trovata, ti totno a trovare ocn moltissimo piacere!

    • Grazie del commento, ben trovata!
      Da una parte mi manca scrivere, dall’altra nell’ultimo anno penso di essere cresciuta e di aver imparato a mettere ordine nei pensieri senza il bisogno di scrivere, quindi non mi viene in mente di farlo. Mi mancano pure i miei amici di blog, però allora telefono oppure scrivo un’e-mail.
      Chissà, poi magari torno confusa, è stata la costante della mia vita e non credo che possa definitivamente sparire, è solo un buon momento e speriamo che duri! 🙂
      Per quanto riguarda l’omeopatia. Il punto è questo: i primati si curano mangiando foglie, le foglie funzionano. Per esempio, se ho le colichine come i bimbi mangio i finocchi e se per caso non fossero abbastanza, io le capsuline di finocchio le prendo, basta che il finocchio ci sia. La trovo una truffa clamorosa e trovo tremendo che sia legale, sostenere che l’acqua abbia memoria e che quindi possiamo prendere un principio attivo diluito n-mila volte che tanto fa lo stesso.
      Poi se vogliamo chiamarlo placebo ok, benissimo. Ma dovrebbe costare meno di un farmaco, che è costato anni di ricerca e sperimentazione ed è il frutto cumulativo dell’etica e della conoscenza umana. Inoltre. L’effetto del placebo è psicologico, quindi sapendo che è un palcebo, non si inficia forse il suo effetto? Su questo sono curiosa davvero 🙂

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