Le stagioni ed i sorrisi sono denari che van spesi con dovuta proprietà.

Come tutti, ho dei blog nei preferiti, che leggo e alle volte commento alle volte no, dipende dal tipo di discussione, ma anche dalla cortesia di chi scrive. Per esempio trovo scortese non rispondere ai commenti e anche la scortesia (che alle volte mi sono concessa per carità), come altri atteggiamenti, “son denari che van spesi con dovuta proprietà”. Ma al di là di questo, ci sono contenuti che mi deludono, anche in blog che seguo da molto tempo: di solito non perdono l’ovvietà e nemmeno l’accorato scrivere ovvietà su argomenti molto chiacchierati, segnatamente quelli di cronaca nera. 

Mi successe un fatto anni fa: abitando in una piccola comunità, tutti conoscevano mia madre. Quando mancò diventai una celebrità. Molti sconosciuti mi fermavano per strada per dirmi che 20, alle volte 50 anni prima avevano avuto a che fare in qualche modo con mia madre e mi chiedevano cose che normalmente tengo per me e che non chiederei a nessuno. Molte persone sconosciute che vivevano in città chiamavano a casa per chiedere informazioni su dettagli molto privati, degli ultimi istanti di vita di madre, che magari conoscevano per aver stirato le camicie di mio padre quando io ero davvero molto molto piccola e rivendicavano per questo il diritto di sapere. Ricordo che nessuno dei miei vicini di casa mi fece domande personali, ma quando attraversavo in macchina i tornanti che serpeggiavano tra le vigne per andare al lavoro, i contadini ad occhi bassi levavano il cappello. Lo trovavo bello e commovente. Così come trovai commovente l’uomo che mi vide in piazza in paese e con gli occhi lucidi dal trattore non mi disse nulla, allargò solo le braccia con espressione addolorata; non scese dal trattore e non ci abbracciamo, perchè c’era già tutto in quel gesto e un sospiro in più sarebbe stato di troppo. O il vecchietto curvo che a occhi bassi levava le erbacce dai lati della strada, senza il coraggio di raddrizzarsi, puliva la strada per l’arrivo del funerale.

La vita prende e la vita dà. Questo è il senso. E mi manca ancora il mio paesino, il mio piccolo mondo antico, lontano da internet e dai satelliti, dalla volgarità, dove la vicinanza al prossimo e la misura fanno parte della cultura di quella collina e sono la prassi, il modo naturale in cui si sta insieme, ma ognuno a casa propria.

Così la cronaca, questo strumento volgare con cui lo spettacolo entra dove non vi è spettacolo c’è solo bruttura.

Ho cancellato blog con la foto di Yara e il superficiale voto a Tsipras, sono sincera. Perchè credo che il comunismo vero stia nel mio paesino, in cui siamo vicini, ci regaliamo le pesche e ci facciamo compagnia, ma la tua nudità ti appartiene e non guardo attraverso le tue tende di casa o sulla tua terrazza. E’ casa tua.

E’ la mancanza di pudore quello che mi ferisce e l’assoluta mancanza di riguardo per il pudore altrui.

Mi trovavo su facebook ieri o l’altro ieri a chiacchierare con un amico del fatto che la cronaca nera non dovrebbe esistere o dovrebbe dovrebbe esistere solo al fine di offrire un’esperienza che aiuti i cittadini e i governi a riflettere su come proteggere le persone invece che dettagli morbosi senza alcuna utilità. Il caso di Cogne avrebbe potuto far riflettere sulla depressione postparto, sul sostegno di cui hanno bisogno le famiglie di bambini disabili, quello di Sara Scazzi avrebbe dovuto far riflettere su come sia possibile che famiglie così evidentemente patologiche fossero sconosciute ai servizi, il caso di Yara dovrebbe far riflettere su come proteggere dei ragazzini che rischiano la vita tornando a casa da soli. Nessuno si chiede mai: “cosa possiamo fare perchè non succeda più?”. Invece la gente muore e gli altri intorno ne approfittano per aver qualcosa di cui parlare, per lanciarsi in accorati post lacrimevoli. Il dispiacere è ovvio non c’è bisogno di esternarlo, ma con quale gesto, con quale iniziativa si può rendere il mondo meno pericoloso per i bambini, per le donne, per i negozianti, per le persone in generale? Come si sarebbe potuta evitare l’uscita psicotica di Kabobo? Quali leggi servirebbero, quali servizi alle persone? Ecco, io ho delle opinioni a proposito. Però poi alla fine, siccome 5 minuti di celebrità non mi servono e non mi piace nemmeno che il mio blog sia troppo conosciuto me le tengo per me le mie opinioni e in cuor mio mi levo il cappello.

Che tanto, comunque, diciamocelo. Pensare è faticoso e non piace quasi a nessuno.

Annunci

12 pensieri su “Le stagioni ed i sorrisi sono denari che van spesi con dovuta proprietà.

  1. ma scusa, se risolviamo questi problemi, poi i giornali scandalistici come campano?

    commento provocatorio, non ti arrabbiare, io non guardo più i telegiornali, (solo perché m’annoiano, non voglio farne una medaglia, sono un egocentrico, quello che accade al di fuori di me non m’importa) odio la cronaca nera che trovo inutile, odio programmi tipo Barbara D’Urso e queste cose qua. Sulle recenti morti, stragi e scandali? Sono anime che sono andate, non torneranno più, prego che il Signore le accolga in Gloria, tutto qua

  2. Eheheh!
    In modo meno esplicito abbiamo già fatto questo discorso. Vedo in te un atteggiamento molto simile a quello di Marito: pragmatico. Se un pensiero non serve a nulla, perchè farlo? E quindi ragiona moltissimo solo su quello che può effettivamente cambiare: la muffa sul lato nord della casa, la teda nuova in terrazzo, la porta blindata, il condizionatore, me, i suoi genitori, il lavoro e via così. Ed è un tipo tranquillo, salve le sue 4 cose fondamentali, gli va bene più o meno tutto, è refrattario ad ogni forma di stress, specie se prolungato nel tempo ed è anche taciturno. Difficile che parli tanto per parlare, anche i monosillabi, quando può, li sostituisce con i gesti.
    Io invece, sarà la deformazione professionale, ragiono con la massima spesa di energie per il più inconcludente dei risultati: potrei polemizzare ore su argomenti che non modificherò mai di una virgola, perchè ogni volta che sono presente ad una situazione, rilevo problemi e mi viene automatico ragionare su una possibile soluzione. Così se lavoro con le scuole mi viene in mente un modo per risolvere i problemi della scuola, se lavoro nella formazione professionale, mi viene in mente un modo per ottimizzare, se sono in studio rilevo problemi a cui non ho ancora trovato soluzioni definitive e la cosa buffa è che probabilmente è per questo che mi piace tanto lavorare in studio: non ho mai soluzioni definitive una volta per tutte.
    Quello che però noto in Marito è che in quelle piccole situazioni in cui potrebbe dire o fare cose che non costano niente e che possono fare una certa differenza per gli altri, lui non c’è, non gli viene in mente di intervenire. Mi rendo conto che faccio una serie di cose superflue, che non hanno la minima importanza nell’economia della mia vita, però possono fare la differenza per gli altri e siccome fare le differenza in senso positivo alle volte costa molto poco, non vedo perchè non farla. Non so se ho chiarito come secondo me siano collegate le due cose, ma quello che voglio dire è che in fondo il mio essere polemica con il mondo è collegato alla mia idea dura a morire che in qualche modo possiamo cambiare le cose, anche nel piccolo, quando spendiamo una parola in più del necessario per esprimere gratitudine, o quando spendiamo una parola in più per dare un’indicazione o per accompagnare qualcuno in un luogo in cui deve andare. Il mio essere polemica mi aiuta a vedere più rapidamente le cose che non vanno e cercare quando posso di risolvere la cosa o per lo meno di alleviare il problema.
    Marito si stressa meno, è molto concentrato su quello che fa e sicuramente è molto più produttivo di me: questa è una figata, quindi non so quale sia l’atteggiamento più giusto. Però questa discussione mi interessa moltissimo.

  3. Comunque, quello che volevo rendere e che forse nel post è sembrato un discorso un po’ sconclusionato è la discrepanza che c’è tra le persone che fanno molto rumore per sottolineare l’ovvio, al fine di rendersi visibili, o comunque per il bisogno egoistico di affermare qualcosa e le persone che non sprecano parole, non fanno domande, ma agiscono per il meglio nell’interesse dell’altro e non di se stessi. Le persone che meno si sono interessate a me nel lungo periodo sono quelle che hanno chiacchierato di più (e di cui conoscevo perfettamente l’inconsistenza, per cui non le ho prese molto sul serio) e penso che con la cronaca funzioni più o meno nello stesso modo: le persone che scrivono di più che si dicono più costernate o adirate per la faccenda, sembra che siano allo stesso tempo quelle che si distraggono più facilmente dal vero problema.
    Voglio dire: a che serve dichiararsi dispiaciuti? Non è già evidente che la situazione è spiacevole?

    • Perché non hai scritto sotto il mio commento… mi stavo perdendo la risposta!

      Ok sono pragmatico, ma se tengo un blog e sono un commentatore ossessivo vuol dire che in qualche modo mi discosto da Marito, cercando di andare con ordine…

      Riguardo me, mi piace risolvere i problemi, problemi reali e risolvibili, risolvibili con i miei mezzi, nel senso se il problema è la fame nel mondo potrei essere disposto a coltivare un terreno incolto e donare la metà del raccolto agli affamati, ma questo solo se c’è da parte di tutti un tale impegno, voglio essere la goccia nel mare, non la goccia che bagna l’asfalto. Che posso fare io per prevenire le stragi e gli omicidi folli? Posso evitare che li compia io, ma vivere i drammi degli sconosciuti mi peggiora la qualità della vita e non migliora la loro.

      Anche tu sei in un certo senso pragmatica, cerchi di aiutare per quanto puoi, non lo so quanto sei inefficiente, ma probabilmente sei efficace, nel senso che spendi 100 per ottenere 1 (che è il risultato voluto) o forse sei inefficace il più delle volte, siamo esseri umani e dobbiamo provare, proviamo e falliamo, io ho seri problemi con i fallimenti e con le difficoltà, ma per fortuna sono un caso non troppo comune. A te piace fallire nel senso di imparare dai tuoi errori e magari crescere, a me fallire mi ricorda le mie debolezze e il mio ego da supereroe non me lo consente, le mie sicurezze si basano tutte sull’illusione di essere un superuomo… so che è assurdo ed impossibile, ma è una mezza convinzione, una convinzione che è dentro di me e non riesco a sradicare, non mi piace mostrare le mie debolezze, sono un perfezionista, o le cose mi riescono bene al primo colpo o le distruggo, in modo perfetto, sia chiaro…

      Astraendo alla filosofia di vita, sono sicuro che cercare il massimo risultato con il minimo sforzo sia la via per il Lato Oscuro, e ci scherzo un po’ su, ma non mi riferisco realmente alla saga di Guerre Stellari, ma solo alla tendenza alla corruzione. Chi cerca la via più facile prima o poi cercherà scorciatoie un po’ rischiose, poi quelle sporche, poi quelle palesemente illegali, è una dipendenza, se cerchi una scorciatoia scendi a compromessi con te stesso. Invece guadagnarsi le cose con mille sforzi e sacrifici al di là della soddisfazione che regala, educa alla disciplina. Ci mettiamo da soli limiti e paletti, che sembrano per nulla pragmatici, ma ci fanno crescere. Perciò… pragmatici sì, ma con giudizio. Secondo me la via di mezzo è l’equilibrio da ricercare nella vita in tutto quello che si fa. Va bene fare tanto casino e sembrare confusionari, se hai un obiettivo di fronte e lo persegui, magari per andare a Roma (a proposito, quando passi?) non prendi l’autostrada e prendi vie e sentieri panoramici, ma in fondo arrivi, hai percorso più chilometri ma ti sei goduta l’Italia. Scusa l’esempio, non sono molto bravo a spiegarmi e nemmeno nel fare paragoni o trovare esempi.

      E comunque sono riuscito ad andare fuori tema… riguardo alla gente che si interessa di tutto e di tutti e poi se ne scorda… non lo so, potremmo dare la colpa alla televisione, anche se credo che la televisione sia l’effetto e la causa siamo noi, oppure semplicemente le persone si distraggono facilmente ad ogni stimolo a causa della natura umana, un po’ come i bambini a cui regali un gioco nuovo, lasciano quello vecchio, e giocano con il nuovo, poi si stufano, ti distruggono casa, e tu gli regali un’altra cosa e non ti distruggono più casa… Ci piace la novità, se poi uno c’ha la passione del dramma quando capita agli altri, perché quelli che succedono al prossimo sono emozioni che non si legano addosso e non ti pesano sull’esistenza e perciò sì… è sempre una cosa triste, però quando non ne puoi più cambi canale e ti vedi Geo&Geo, non vuol dire che deve cambiare per forza emozione… prova il modello nuovo, come Iuno che ha mille anelli e ne vuole sempre nuovi… potrebbe provare con bracciali e collane, ma preferisce gli anelli e meno male che costano di meno, in proporzione. Perciò, oggi qualcuno uccide il neonato, poi ci si stufa e si passa all’omicidio passionale, poi passa di moda e ci si concentra sui pedoni investiti (io non credo che per coincidenza ci siano solo 2 bambini investiti all’anno in Italia, pace all’anima loro, e che finiscono sotto una macchina a distanza di una settimana, tu che pensi? Si da in pasto il filone di notizie del momento finché non stufa o non ciccia fuori qualcosa di succulento, che attiri l’attenzione… possibile mai che tutti i casi d’omicidio che ci sono in un anno sono solo quelli trattati dal telegiornale? Non ci credo). Io più che alla cronaca nera sarei interessato alle buone notizie, le scoperte della ricerca, la sagra della pecora… no scherzo, non me ne frega niente ;°°°D però ci sono quelli che al tg prestano ascolto alle notizie di cronaca, mentre io mi distraggo, come ci sono quelli che rallentano per guardare l’incidente, mentre io accelero per liberare la strada… non li capisco i gusti della massa non so aiutarti, però forse ti ho dato uno spunto di riflessione, buonanotte.

      p.s. Ah, io sono pigro, non credo comincerei mai a coltivare niente, era un esempio

      p.p.s. bello il tema nuovo, un po’ minimale forse? però mi piace, non quanto il vecchio, ma io sono come i bambini, non sono favorevole ai cambiamenti.

      p.p.p.s no, può parere che il tema non mi piaccia, però mi piace davvero, non lo dico per cortesia, dico solo che quello di prima andava benissimo… ecco se facessimo una classifica dei temi di questo blog, questo meriterebbe un dignitoso secondo posto.

      • La rispostona è lunga, ti dico solo brevemente che il migliore in assolutissimo per me era quello di splinder, con le ranocchie, ma non c’è stato verso di metterlo anche qui. Tutti gli altri template sono ripieghi. Mi aveva stufato tutto quel marrone, mi appesantiva e non mi piaceva che ci fosse tanto spazio vuoto scuro e gli spazi bianchi piccini. Così è tutto bianco e festa finita. Vorrei ridurre le dimensioni dei titoli, ma non so ancora come editarle, invece la disposizione della colonna dei widget a sinistra mi piace assai, è più funzionale e mi ricordo di far visita agli amici che non sono su wordpress. La fotina dietro Kermit è del mio paesino in collina!!

      • Ah già…hai ragione! Mi sono confuso…quello era il migliore… Il marrone precedente è fuori classifica a confronto…che confusione che ho fatto

      • Guarda, una delusione passare a wordpress… Il vecchio blog Marito me lo ha salvato in versione offline, così ogni tanto me lo guardo ancora. Con wordpress non ho mai preso del tutto confidenza alla fine, sarà più funzionale, ma tra wordpress e splinder corre la stessa differenza che c’è tra mangiare in un ristorante lussuoso e alla sagra del salamino d’asino. Ovvio che al ristorante il piatto è più buono, ma la sagra è più familiare e caciarona, vuoi mettere?

      • sì… ma poi lussuoso senza personalità… vuoi mettere il mio temino arancio copiato (senza volerlo) dalla Sedia? A proposito, che fine ha fatto?

  4. Tornando al tuo commentone: per massimo risultato con il minimo sforzo intendo che Marito è come Archimede Pitagorico: sa fare un sacco di cose con del nastro adesivo e un bastoncino e trova sempre soluzioni semplici e funzionali a problemi complessi. In questo ha una sua eleganza. Intendevo questo per massimo risultato con minimo sforzo: io sono il genere di persona che per sollevare un peso sbuffa suda e diventa rossa in faccia, mentre Marito richiama alla mente un principio della fisica delle leve e risolve il problema con pochissimo sforzo.
    E’ una persona essenziale, dalle linee dritte e i contorni chiari. Il suo limite è che non è abituato ad avere imprevisti e sull’imprevisto un po’ si agita (e mi risponde male). Ora il caso vuole che io sia la Regina degli Imprevisti, ho l’aura magica che attira gli imprevisti di cui lui spesso mi affibbia la colpa e per i quali diamo luogo a simpatici teatrini tipo Sandra e Raimondo. Marito non ha lati oscuri, perchè è troppo pigro, perchè è sempre al lavoro e perchè è una persona retta. Sugli aspetti di ostinazione è sicuramente molto più costante di me. E’ uno di quelli che impiega 8 ore a finire una cofana di tagliatelle ai funghi porcini, ma la finisce, ne puoi stare certo. Io sono più del tipo che mi abbuffo in 3 minuti e poi lascio il piatto a metà.
    Quanto alle persone, io penso questo. Ci sono persone che non hanno bisogno di essere visibili o di avere per forza qualcosa di cui parlare, o che magari hanno talmente tanti argomenti che non hanno bisogno del pettegolezzo o della cronaca per chiacchierare piacevolmente. Poi ci sono persone che hanno costantemente bisogno di dire chi sono, cosa amano, cosa pensano e anche quando si interessano agli altri lo fanno per dire di se stessi che si sono interessati, che sono ok, ma nel concreto, cosa succeda poi all’altro non interessa gran che. Vogliono appiccicarsi addosso l’etichetta: “Sono sensibile” e si mostrano sensibili, vogliono appiccicarsi addosso l’etichetta “mi arrabbio per le ingiustizie” e lo fanno, ma appena nessuno li vede tornano a pensare al proprio microcosmo.
    Mi piacque molto e lo rileggo ogni tanto, un libro di Kundera, forse il meno conosciuto e secondo me il più bello, “L’Immortalità”, che contiene un capitolo che secondo me è un gioiello: “sommare e sottrarre”. Ecco, credo che lì ci sia scritto il mio pensiero a proposito.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...