Imprevisti e Probabilità.

A me Cohelo non piace, mi pare una sciacquatura di piatti new age.

Oggi però mi tocca dare ragione all’Alchimista: “quando desideri una cosa, tutto l’Universo trama affinché tu possa realizzarla”.

Una volta citandolo non mi ricordo in quale post, dicevo che ci sono giorni in cui i contrattempi si mettono in fila uno dietro l’altro, per cui se “tutto è scritto dalla stessa mano”, o è una mano di prima elementare, prima di Natale, o c’è un importante problema di disgrafia.

Tuttavia quello che è successo oggi è che ho aspettato per anni di vendere una casa che non si vendeva e nel momento in cui ho deciso cosa volessi veramente, toh, è andata. Via, ce la leviamo di torno e festa.

Quindi ho un po’ più agio nel decidere quale master frequentare 🙂

Nei giorni scorsi, scrivendo il post, ma anche chiedendo consiglio a buoni amici, tutto mi è sembrato in discesa.

E’ proprio vero che niente nella nostra vita è possibile senza il sostegno degli altri. Di solito per far capire ai bimbi questo principio e che cosa si prova nel cooperare sinceramente faccio fare un giochino che ho imparato a Como: una persona si sdraia a terra, altre quattro o cinque persone si mettono ai lati con i palmi delle mani aperte sotto il corpo della persona stesa. Al mio tre devono sollevare la persona stesa in alto sopra le loro teste, la portano un gocciolino avanti, poi un gocciolino indietro, e poi la rimettono giù. Nel debriefing tutti i bimbi dicono: mi sono sentito leggero, come volare, ho sentito che non facevo fatica e che tutto era possibile, però era importante che tutti facessimo la stessa cosa nello stesso momento con la stessa forza. A turno si sdraiano tutti e tutti sollevano, questo per far capire che in un gruppo unito si fa sempre a turno su chi viene portato in alto e come esempio richiamo quello dello sport, per esempio il ciclismo, ma per certi versi anche il calcio. Nessuno può vincere se è completamente solo o in competizione con i propri amici. Ogni vittoria è sempre il frutto di uno sforzo collettivo, verso il quale si è responsabili sotto molti aspetti: si ha il dovere di fare proprio meglio, di condividere il successo, di esserne apertamente grati e di ricambiare.

Ecco, io mi sento come quella volta che i miei compagni di scuola a Como mi hanno sollevato in dieci. Ora mi devo dare da fare, perchè tutto questo sollevare da parte degli altri non sia invano.

Potete dire quello che volete, ma nella vita l’amicizia vera è davvero importante. Costituisce la maggior parte della propria fortuna. E come ogni fortuna, si costruisce nel tempo e con oculatezza.

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10 pensieri su “Imprevisti e Probabilità.

  1. La prima frase mi è bastata per chiudere il post, perché io Coeglio lo odio. Però per fortuna l’ho letto fino in fondo e ne vale la pena. Proverò ad essere più collaborativo, che io c’ho la filosofia di “devo farcela da solo, che le avversità ti colgono nel deserto” e non aiuta per niente.

    • Allora: io la vedo come te, sono per l’autonomia compulsiva, però in modo strano. Per gli altri ci sono sempre, anche quando non mi viene chiesto e se ho modo di dare una mano lo propongo. Quando qualcuno ha un problema viene a cena a casa mia, ascolta quello che diciamo io e Marito, perchè abbiamo un po’ quel ruolo lì, siamo la casa in cui si va quando qualcuno ha un problema. E a me piace, mi piace questo ruolo. Negli anni ho dovuto imparare a prendere le distanze, magari, a capire quando la gente approfitta o non è sincera.
      Quando si tratta di me invece, faccio in modo di non chiedere niente a nessuno, ma non è che penso che potrei chiedere e mi trattengo, è che non mi viene proprio in mente, mi guida sempre il principio per cui gli altri non si disturbano. Poi però capita che mi si accenda la lampadina, perchè magari mi arrovello per lungo tempo sullo stesso problema e mi accorgo che da sola non miglioro la situazione.
      Quello che io vedo negli altri quando chiedo una mano, è la stessa gioia che provo io quando posso essere utile e nello scrivere questo post ho realizzato che è bello scambiarsi della gioia l’uno con l’altro.
      E un altro pensiero che mi viene in mente adesso è che essere utile, dire sempre la mia, dare un buon consiglio senza mai avere bisogno degli altri, fa sentire gli altri stupidi e inutili, il che è un peccato, se ci si pensa.
      L’equilibrio tra il cooperare e il sentire che si sfruttano gli altri è sempre molto delicato, difficile da gestire e fonte di rimuginìo, almeno per me. Però poi la gioia che provo nel sentire il sostegno delle persone a me care vale sicuramente tutte le preoccupazioni che vivo prima di chiedere qualcosa.

    • Perchè è una mano monchina, quella dell’Universo, ecco! Come osa pararsi tra te e il tuo realizzarsi?!
      Scherzi a parte… magari non è il momento. In fondo certe decisioni ce le godiamo appieno quando non ci sono interferenze od ostacoli. Ci sono momenti in cui poi le cose decidono di filare lisce e si risolve in attimo.
      Sai che sono atea e non credo nemmeno a una qualche forma di trascendenza, però questa cosa non ha mai smesso di stupirmi: il fatto che le cose filino lisce solo quando è il momento per farle. Non ho ancora trovato una spiegazione scientifica per questo fenomeno!

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