Enigmi…

“Doveva accettare che accadesse ciò che doveva accadere, che gli fosse permesso di entrare o che quella fosse la fine della sua Grande Ricerca.

E proprio nell’istante in cui credette che tutte le forze della sua volontà non potessero bastare a sorreggerlo e fargli fare un altro passo, udì l’eco appunto di questo suo passo all’interno della porta. E in quell’attimo stesso ogni paura svanì da lui, così completamente e senza lasciar traccia alcuna, che egli provò la sensazione che mai più avrebbe conosciuto la paura, qualunque cosa potesse ancora accadergli.

Sollevò la testa e vide che la Porta del Grande Enigma era alle sue spalle. Le Sfingi lo avevano lasciato passare.”

(Michael Ende – “La Storia Infinita”)

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13 pensieri su “Enigmi…

  1. Se stai cercando di invogliarci alla lettura, ti informo che adesso sono impantanato sul Marcovaldo e su un libro che insegna ad interpretare il linguaggio non verbale (potrei dirti che è per il mio lavoro, ma sarò onesto, è solo voglia di imparare come dominare voi poveri mortali)

      • Ma non si dicono le bugie 😦
        Non so se c’entra il linguaggio del corpo, io generalmente mi accorgo di una balla o perchè non è coerente rispetto al resto delle cose che so sulla persona (ho una buona memoria), o perchè percepisco del disagio nell’altro, o perchè conosco i miei polli… Non so se le becco tutte, magari molte persone mi intortano e non me ne accorgo, molto più spesso non mi interessa. E’ molto più frequente che io abbia rapporti superficiali di cui non mi importa nulla.
        La pnl e tutte quelle segate lì, partono dal presupposto che un gesto abbia lo stesso significato per tutti e invece non è vero. Ognuno ha gesti e movimenti propri. Anche il tono di voce, se è autentico o non autentico, una persona che ti vuole bene lo riconosce, magari altri che ti conoscono su un piano superficiale non ti conoscono abbastanza per rendersi conto di sottili differenze nel modo di parlare.
        Rassegnati: essere amati e ricambiare, significa essere un po’ più nudi di quel che si vorrebbe 🙂

  2. Ahahah! Eh be’ certo! Il massimo di finzione che mi concedo è fingere buon umore quando non sto così. Ma per esempio con mia madre era assolutamente inutile fingere, se ne accorgeva sempre, solo da come dicevo “ciao”. Per quanto cercassi di simularlo bene, la domanda successiva era. “Cos’hai?”. Come facesse è un mistero. Alla fine tanto valeva dirle la verità sul mio umore e precisare che non avevo voglia di parlarne, che era la ragione a monte della mia simulazione. Quindi non so, che consigliarti. Ognuno ha diritto alla solitudine dei propri pensieri. Forse, proprio come dice la Storia Infinita, bisogna accettare che accada quel che deve accadere e dirselo con sincerità, purchè l’altro rispetti il confine della privacy. Penso che se mia mamma avesse finto di credermi per assecondare il mio desiderio di essere lasciata in pace, mi sarei sentita molto più sola e la solitudine non mi sarebbe sembrata una scelta, ma la conseguenza dell’essere ignorata e non capita.
    Prova a vederci il lato positivo: sei talmente amato che questa persona ti osserva, ti conosce e ti riconosce. Magari le va spiegato che alle volte dici qualche bugia per essere lasciato in pace (come fanno spesso le persone solitarie, tipo me e te) e forse dovreste ragionare su come lei possa lasciarti questo spazio.

    • Intanto mi meraviglio di come faccio ad agganciarmi con i miei commenti (anche quelli idioti) al tuo discorso principale… forse la bravura è tutta tua.

      Le bugie che mi sgama sono infatti quelle che dico quando non voglio far sapere come la penso, per mille ragioni, lei mi sgama… forse perché sa già come la penso.

      Poi a volte le dico che le scarpe nuove sono bellissime, e un mese dopo, come se le vedessi per la prima volta, che mi fanno schifo (o viceversa)… non lo so, non sono lunatico, ma i miei gusti variano a seconda dei fattori interni ed esterni (e poi le cose da donne non mi piacciono, le tollero, a volte invece non riesco proprio). Ovviamente s’incazza, ovviamente le dico che a volte faccio il “vago” per non farla rimanere male (è brutto criticare un acquisto appena fatto, ti smonta come poche cose al mondo), altre volte invece, memore dei cazziatoni post-sgamo e complice un momentaneo calo di pazienza, le dico subito che mi fanno schifo per evitare… Ormai non sa più come prendermi, ma mi sgama, e come se mi sgama, la maledetta!

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