… Niente di serio…

“Ho buone capacità organizzative” è, come disse il buon Alessandro riferendosi a tutt’altro, “l’eufemismo dell’anno”. Sono riuscita ad avere tutto pronto una settimana prima, poi, come capita a tutte le future spose, gli intoppi dipendenti da terzi sono arrivati, e come tutte le spose, ho affermato “non vedo l’ora che tutto torni alla normalità”.

Venerdì pomeriggio ho già sistemato ogni cosa, insieme a Nubendo: SIAE (maledetti!), targhe delle auto che possono passare il varco elettronico, materiale per la confettata. Nubendo va via a metà pomeriggio. Rimango da sola a Sestri e ci rimango come chi è stato bendato, girato su se stesso 5 o 6 volte e poi deve giocare a mosca cieca. E ora che faccio? Ma sì, brancoliamo un po’ a casaccio a mani tese…

Innanzi tutto mi tremano le mani, se piglio un gelato, mi concio la faccia come i neonati da svezzare. Niente gelato. Anche le operazioni di precisione non sono il mio forte. Più tardi dovrò cacciare almeno un paio di lenti a contatto per aver sbagliato mira. Faccio la romantica nel posto in cui ho trascorso le estati della mia infanzia e della mia adolescenza, poi mi preparo per l’addio al nubilato.

Carola ha guidato 15000 ore per arrivare puntuale, riuscendoci solo in parte. Siccome non aveva guidato abbastanza, guida fino al luogo dell’appuntamento. Almeno così era nelle sue intenzioni, senonché sbagliamo strada e a Genova funziona così: o guidi agile e aggressivo come un ghepardo, veloce come la lingua di camaleonte, oppure puoi aspettare la successiva rotonda per svoltare. Quaranta chilometri di salite e tornanti più in su. Ci sono situazioni, e questo lo scopri solo a Genova, in cui devi derogare ad altri la responsabilità di evitarti. Il mio navigatore ha la voce di Diego Abatantuono e dice ” Alla fine della strata, fa invessione a U, si vuo’ l sufisticato falla YPSILON”. A Genova direbbe: “Ora c’è un tornante, ma anche l’ingresso di un garage: fai il segno della croce, chiudi gli occhi, fai inversione a U. Se tutto va bene ci vediamo dopo”.

Carola si spaventa, ma alla fine è risoluta. Dopo 20 chilometri, capita la situazione, cagandosi un po’ addosso e pregando la Madonna di Lourdes, si decide. Oh, la evitano senza nemmeno suonare il clacson. A Genova è così: ti odiano per partito preso, ma ti capiscono e sorvolano. A Pisa l’aspetto di comprensione manca, per esempio. Se sei un puntolino lontano all’orizzonte e stai per attraversare a piedi e sulle strisce, ti suonano con il clacson tutto il loro odio, per comunicarti “De. Se attraversi ti cao nel petto. Passo prima io”.

Con giusto quell’oretta e mezzo di ritardo, arriviamo al Porto Antico, che non è esattamente piccino. Un disperato di quelli de Andrè bussa al finestrino, Carola si impanica e chiude le sicure. Poi telefoniamo all’amico Smassi, di cui dire che ha una certa memoria fotografica e senso dell’orientamento è, appunto, l’eufemismo dell’anno. Se usi il colore delle foglie di una pianta come punto di riferimento, lui ti sa dire dove sei e come devi fare per arrivare dove vuoi, l’esatto numero dei semafori che incontrerai e delle traverse, inclusa una stima approssimativa del tempo che ci impiegherai per arrivare. Approssimativa se non sa dove trovi parcheggio, altrimenti è assolutamente preciso. Arriviamo, ma ovviamente Smassi non c’è, mica ci viene all’addio al nubilato.

La Ste ha una sorpesa: LA SABRI!!! Minchia la Sabri!!

Ci sono mia cognata, le mie amiche, LA SABRI (che una divinità a parte) e lo spumante.

addio-vivi1Mi viene chiesto un episodio buffo per un ognuna di loro. Naturalmente ho conosciuto tutte loro con una figura di merda, non

era una richiesta a caso. Tranne qualcuno, per cui io mi sono divertita tantissimo, ma siccome in adolescenza ho ceduto alle lusinghe del bullismo tra pari, sorvolo.

Il tema della serata sta nel titolo. Favoloso. Sono contenta che qualcuno dal ristorante abbia timidamente tentato di dirmi “ripensaci”. Segno che non sono ancora del tutto un catrame, nonostante l’età.

Arrivano Cugina e altre amiche adorabili che non ho invitato, ma che sono passate lo stesso a salutare e fare gli auguri. Ma che bello. Segno che gli inviti si fanno con il cuore e non con l’educazione. Quando vi sposerete, ricordate le mie parole: chi non amate sinceramente non verrà o, se verrà, in un modo o nell’altro cercherà di rovinarvi la festa. Ma non con l’intenzione di farlo, solo in quant

o la loro stessa natura è stercotipica, al di fuori della loro intenzionalità e del loro controllo. O avete le spalle di paraffina e vi fate scivolare tutto, come la qui presente, o l’educazione è un rischio. Lo dovete calcolare. Mentre le persone care, che le invitiate o no, avranno comunque qualche gesto delizioso e memorabile. Con il senno di poi, sono queste le persone che avrei dovuto invitare, al posto di qualche parente (che non è venuto comunque). La Sabri, per esempio, la rimpiangerò sempre.

(chiusa parentesi).

A questo punto della serata, non sono ancora abbastanza brilla. Per situazioni come queste, ci pensa GIORGIO o il suo emissario malefico, Chiaretta. Tra l’altro, anni e anni di astensione, sul lungo termine ti rendono davvero poco tollerante allo stupore della sostanza e facile all’euforia. Se poi hai la Sabri che fa animazione… quanti anni erano che non ridevo così?! Ora mi piacere

bbe raccontare il resto, ma il resto sta in quella zona d’ombra in cui tu e tutti i

partecipanti ridete come degli scemi, ma chi non era stupito dalla sostanza non può capire e rimane serissimo, quand’anche un po’ deluso, tipo: “Ah… non fa ridere”. Per esempio, Giorgio e la Carola. O Chiaretta, che mi ricorda quella scena di Marrakesh Express, in cui Paolino sparisce di sottecchi, lo si vede da lontano gesticolare in modo strano con della gente equivoca e poi tornare indietro con la soluzione: “Ragazzi, Italia-Marocco, ce la giochiamo ai 10” (o qualcosa del genere). Poi non lo so, ci sono discorsi rimasti nell’oblio.

Rientriamo alle 5 del mattino, gonfie come dei canotti, ovviamente guida Carola.

Fra 9 ore mi sposo.
(sipario).

Annunci

12 pensieri su “… Niente di serio…

    • Mah. È una cena tra amici in cui ci si concede qualche bicchiere in più e un po’ di coreografia, intendendo con questo una maglietta e una torta buffe. Odio gli spogliarelli e tutte le stupidaggini che tanta cinematografia demenziale ha cercato di glorificare. Non è per niente una pena, mi sono divertita molto e dopo lo stress dei mesi precedenti mi ha fatto un gran bene. Mi ha fatto entrare nel clima festoso, prima di partire invece ripassavo tutte le cose da fare per verificare se avessi dimenticato qualcosa.

    • Partito il commento prima del tempo 🙂 se fossi rimasta a casa probabilmente mi sarei agitata e basta senza possibilità di distrazione. Mi è servito. Poi mi sono divertita talmente tanto che indipendentemente dal matrimonio lo rifarei!

      • Anonimo SQ ha detto:

        Hai ragione, NF. Hai fatto una cosa bella e fatta bene.

        Sai, dalle mie parti, nel glorioso e cattolicissimo Nord-Est c’è chi affitta delle “professioniste” per allietare i partecipanti agli addii al celibato, che non si considerano completati senza “consumazione”. E’ per questo che quando sento “addio al celibato” mi si rizzano i capelli: come minimo minimo, si finisce ubriachi a pezzi e si fanno tante sciocchezze.

        Brava !

        Anonimo SQ

      • Si usa in teoria un po’ dappertutto, ma secondo me non tanto quanto la tradizione fa credere. Ci sono mode anche su quello… penso che l’addio al celibato classico lo facciano solo i poco di buono, già inclini all’ infedeltà e gli sciocchi superficiali.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...