Ci siamo alzati presto per andare a cagare lontano (fammi entrare dentro al tuo giro giusto)

Bisogna stare attenti a ciò che si desidera, perchè ehi, si potrebbe avverare, però ovviamente se esprimi un desiderio, non si avvererà nel momento in cui sarebbe opportuno, a fagiuolo per così dire, ma nell’esatto istante in cui sarà una spina nel popò, una spada nel fianco e una palla al piede.

Vista l’aria che tira al lavoro, mi sono detta: “Sa (alla piemontese), cominciamo a mandare in giro dei curricula, ok? Tanto non mi prenderà in considerazione nessuno. Ma va anche bene, perchè non voglio cambiare lavoro adesso che mi sposo, altrimenti mi agito troppo”. Cerco un elenco di enti tipo, mi metto con metodo a mandare i curricula utilizzando l’ordine alfabetico dell’albo che ho consultato, allegato cv in pdf, lettera di presentazione, lettera di referenze. Vai.

Ne mando pochini, un pomeriggio, finchè mi stufo.

Puntuale come la diarrea dopo il cappuccino, il mio desiderio si avvera.

La giornata inizia piovosa e fredda, per chi fosse del nord e volesse saperlo, indosso i pantaloni, che ora sembrano di un’altra persona, perchè ho perso 8 chili, stringo la cintura, ma ho finito i buchi a disposizione, mi metto una camicina seria e professionale e poi mi dico: “Mah, quasi quasi con sto tempo meglio mettere gli stivali, che il decolletè beige, con la pioggia si macchia. Metto calzini corti e leggeri. Rendo noto che si dimagrisce anche nei piedi. Non lo ritenevo possibile. Ma tant’è che arriva il sole mentre sono a metà strada.

Arrivo a destinazione in anticipo, ma vagolo sotto il sole cocente, che sto posto non si trova. Eppure, la strada è questa, l’inidirizzo è questo, il numero civico è questo… mah. Nel frattempo, le cerniere degli stivali mi abbassano il calzino e strisciano sulla pelle nuda. Mentre vesciche grosse come il gozzo dei rospi in amore lievitano in prossimità dei malleoli, chiamo la struttura e dico che sono sulla strada, ma non li vedo. Me la spiegano e non capisco. Faccio finta di capire. Vagolo ancora un po’, intanto ormai i piedi mi sanguinano come quelli di Gesù Cristo in Croce. Fatta questa considerazione, trovo il maledetto campanello. Schiena dritta, mantengo l’incedere maestoso della professionista seria, ostento con sicumera la mia agenda Paperblaks antichizzata, ogni passo trick track, è una cernierata sulle vesciche a cui non mi posso sottrarre. Tanto ormai sono spianate. Fuori sono di ferro, dentro mi sento martire, come San Sebastiano. Cercate immagini su google.

Faccio il mio colloquio. Pure mi pare sia andato bene, le faremo sapere, è stato un piacere, grazie grazie, buon lavoro e buonasera. Mantengo l’aplomb, schiena dritta, passo sicuro, occhiali da sole, agenda e tutto il resto. Esco

Svoltato l’angolo assumo l’andatura consona di nonno Simpson. La macchina è parcheggiata dannatamente lontana. E niente shopping nella Città Bella, che non sono in condizioni, ma tanto ci devo tornare domani.

Dopo un’ode ai cerottini compeed mi appresto al colloquio del giorno successivo. Nel centro del potere, ossia alta formazione, vestita come ieri. Che non sapevo, forse avrei dovuto mettere un tailleur e alla fine ho fatto me stessa e buonanotte. In tailleur mi riceve la receptionist, alzatasi dal suo desco, situato in un palazzo antico, arredato con pezzi di antiquariato costosissimi, tappeti preziosi, soffitti affrescati, volte pazzesche, ecc. Mi indirizza da un signore, schiettamente infelice. Nessuna colpa eh? Ma mi sento un po’ come nei vicoli a Genova, quando distrattamente finisci nella strada sbagliata e non vedi l’ora di uscirne, piuttosto come Indiana Jones e il tempio maledetto, basta uscirne.

“Buongiorno, mi parli un po’ di lei”

Sono laureata bla bla bla…

“Senta, io non ho letto il suo curriculum e francamente non so perchè lei sia qui, però il mio socio che è socio di maggioranza della nostra megaimpresa, se ha detto di chiamarla, ci avrà visto qualcosa che io sinceramente non vedo”

“…”

Mi accompagna nell’ufficio del Direttor Cavaliere Diego Catellani, Mega Direttore Galattico, il quale è in piedi accanto alla propria sedia al telefono. L’infelice prende e se ne va. Io in piedi davanti a uno al telefono a sua volta in piedi mi sento a disagio. Faccio un cenno per capire se devo andare. Lui mette la chiamata in attesa “mi prendi la persona per favore?” Arriva una segretaria non giovane, sorridente e terrorizzata, mi accompagna fuori dalla porta e mi posa su una sedia, immediatamente accanto alla porta. L’angolo sinistro della bocca mi si solleva leggermente al pensiero “non avrei mai potuto farcela senza di lei”. Poi però son tutti talmente tesi che non posso sorridere più di così e torno ad un’espressione neutra. Intanto mi ripeto le lezioni del pilates per la postura dritta, perchè se il mio abbigliamento non esprime orientamento agli obiettivi, problem solving, determinazione e dinamismo, non voglio capitolare del tutto stando gobbina mentre aspetto. Alla mia destra l’ufficio delle impiegate. Qualche istante dopo Direttor Cavaliere Diego Catellani, Mega Direttore Galattico, mi passa accanto, come una furia investe di improperi le povere sventurate e poi, indifferente alla mia presenza, se ne torna nell’ufficio in pelle umana. Sì, tutto, l’ufficio. Trascorrono altri 5 minuti, in cui la giovane ribelle brontola, la diplomatica borbotta qualcosa in stile un po’ ti do ragione e un po’ non  rispondo perchè è come pestar l’acqua nel mortaio, la Sorridente Terrorizzata riceve un trillo. Con solerzia e schietto senso di panico, mi riconduce nell’ufficio in pelle umana, riuscendo, nello spazio di un paio di metri, a chiedermi scusa sotto voce, sempre sorridendo terrorizzata.

Direttor Cavaliere Diego Catellani, Mega Direttore Galattico, mi fa domande stringate, mi adeguo al clima e rispondo stringata. Mi chiede se ho domande, ne ho un paio assolutamente inutili e fuori luogo, che parlar di soldi e benefit è poco elegante, lui mi fa una proposta. Le faremo sapere, che vuol dire che non ci sentiremo mai.

Ma so che ci penseremo davvero tantissimo.

Ci siamo proprio alzati presto per andare a cagar lontano.

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8 pensieri su “Ci siamo alzati presto per andare a cagare lontano (fammi entrare dentro al tuo giro giusto)

  1. allora, io San Sebastiano lo conosco, che è il patrono di Caserta e l’anno che ho lavorato lì ho goduto della festa patronale (cogliendo l’occasione, sono tornato a Giù e ho fatto fuori la fiancata della 156 sotto un ponte, costo 300 euro, per fortuna non sono un tipo che bestemmia).

    Quando ho letto del dottor commendator, lup mannar, gran figl. di put.ecc…ecc.. Catellani, ero convinto d’averlo già sentito nominare, così ho fatto una ricerca su Gugol… come ho potuto pensare che fosse il suo vero nome? 😛

    Comunque cara su, alla fine che sarà mai? Resti al tuo posto di lavoro è come se non t’avessero mai chiamato, fa finta che le vesciche tu te le sia fatte durante una scampagnata montana. (lo so, siam tutti froci col culo degli altri).

    Comunque, credevo fossi di un’altra provincia, il tuo titolo originale (poi modificato) mi ha tratto un po’ in inganno…

    • Ahahaha! Ma sì che mi frega? Mica ci tenevo, anzi, disprezzo profondamente chi convoca le persone per umiliarle, al solo scopo di sottolineare il proprio potere. E’ gente che su di me non ha potere, perchè non sono attratta da quel tipo di apparenza e dalla loro pochezza umana. Ci ho riso sopra un sacco! Speravo si capisse. Non voglio i loro soldi, a parità di valuta, valgono molto meno… Mi interessava di più il colloquio del giorno prima, che sembra andato bene e mi interessa avere un numero di proposte interessanti sufficiente per negoziare nel posto in cui sto ora o per andarmene. Sono molto più arrabbiata con il mio attuale capo!

  2. Windruffle ha detto:

    Che gente di merda 😦

    (bel post però).

    Sei un eroe ad averci a che fare. Meno male che conosci i trucchi per interagire con loro, io non ce l’ho mai fatta ed e’ per questo che fare carriera in Italia mi e’ diventato presto impossibile, questo tipo di gente e’ più la norma che l’eccezione :/

    • Ma no, cara, non ci ho a che fare. Mi è capitato solo per questo colloquio, al quale secondo me mi hanno convocato per errore e non ho reagito perché ero talmente sorpresa dal loro atteggiamento che non ho controbattuto. Sono persone incapaci di fare la spesa al supermercato perché temono il mondo reale, che vuoi che mi importi delle loro stupide ostentazioni di potere? Ho potere sulla mia vita, è molto più di ciò che hanno loro. Senza soldi per comprare sarebbero deboli e disorientati.

      • Beh, intanto lasciami dire che hai scelto una password favolosa, me la sono ricordata senza problemi 🙂
        Ho poco da dire se non che ti auguro di passare queste settimane il più tranquillamente possibile e di trovare al ritorno del viaggio di nozze una bella sorpresa lavorativa (no, non dal mega direttore..) 🙂 un bacione cara

  3. Bene, sono contenta! Mi viene da cantarla adesso 😀
    Spero anche io che ci siano buone sorprese, per me il massimo sarebbe avere un contratto decente nel posto in cui lavoro adesso, lo desidero talmente tanto! Il posto è quel che è, ma ricominciare altrove significa rimandare i miei progetti di vita familiare a un’altra data da destinarsi. Poi magari no, non è detto, però è tanto brutto sto precariato!

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