Potrebbe sembrare che sia morto, ma è solo più leggero.

Quando ero piccola, il mio fantasmagorico nonno (che imitava benissimo il verso dei delfini mentre nuotava a delfino), mi portava al mare in questo golfo qui. Mio nonno, italiano oriundo cresciuto in Egitto, parlava 5 lingue, tra le quali anche l’arabo. In spiaggia, quando i vu cumprà ci chiedevano se volessimo accendini, il nonno rispondeva loro in arabo che non aveva soldi. Tutti sorridevano e si fermavano a chiacchierare con lui. Io facevo forse la prima elementare, mio nonno mi sembrava gigante, invincibile, eroico e soprattutto mio. Osservavo curiosa. Non mi ricordo che cosa pensassi, probabilmente niente. Ora capisco che restituiva  a queste persone la dignità di quattro chiacchiere con un uomo bianco in un paese ostile. L’accoglienza, negli anni, me l’ha insegnata il nonno, attraverso l’esempio. Molte di queste persone con il tempo si sono sistemate stabilmente, con lavori regolari e viaggi per andare a trovare la famiglia. Uno di questi gli portò dal Marocco le spezie e la farina per le felafel. Roba che oggi trovi nelle kebabberie, all’epoca commuoveva mio nonno, che, nei primi anni 80, non mangiava felafel dal 46.

A 17 anni di distanza dalla sua partenza, esattamente metà della mia vita, mi sposo. E trovo un ristorante con la vista sul nostro posto, il mare che per anni è stato mio, del nonno e dei vu cumprà. Ci si può arrivare a piedi. Ci metterò le ortensie, che erano i suoi fiori preferiti, ho deciso. E così, anche la cocca del nonno, La Piccola, finalmente si sposa. E dedico i fiori anche a lui, come la mia ormai vecchia corona d’alloro.

Potrebbe sembrare che sia morto, in effetti, 17 anni fa. Ma come tutte le persone che amiamo e che sono parte di noi, è solo diventato più leggero.

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20 pensieri su “Potrebbe sembrare che sia morto, ma è solo più leggero.

  1. Potresti sposarti lì…

    Comunque non è morto, è solo partito per un posto bellissimo, dove non c’è la posta, il telefono e nemmeno internet, non torna perché sa che presto o tardi andremo tutti a fargli compagnia.

  2. Valentina ha detto:

    Mi hai commossa stella mia. Sono così felice che tu abbia trovato questo posto, ero sicura che l’attesa ti servisse solo per arrivare qua. Non vedo l’ora. Ti abbraccio fortissimo :***

    • Ci si mangia con stupore, nel senso che i sapori provocano stupore, non so come altro esprimermi. E il rapporto qualità prezzo è ottimo. Dalle uova, al miele agli affettati, fan tutto loro. Quello che ho mangiato ieri (ravioli di zucca con sugo di porcini, per esempio) non è quello che mangeremo a giugno, ma se tanto mi dà tanto…
      E poi i proprietari sono fantastici, educatissimi, accoglienti e nel decidere il menù abbiamo riso tanto. Sono brave persone allegre, ironiche, intelligenti, che si fanno un mazzo enorme. Mi sono proprio piaciuti.

    • Sono sicura che in ogni caso sarà stato felicissimo. Non so come stia tuo nonno, magari ha una mente lucidissima. La meraviglia delle emozioni è che non smettono mai di funzionare, sono davvero l’ultima cosa ad andarsene: anche quando la vita cognitiva si deteriora, la vita emotiva rimane… Quindi magari non sa perchè, o non si ricorda come mai, però è felice lo stesso.

  3. Alice ha detto:

    mio nonno era stato prigioniero in africa durante la seconda guerra mondiale e aveva imparato un pò di inglese, così quando andavamo a trovarlo, ripetevamo sempre la stessa scenetta:
    – nonno how are you?
    e lui ormai anziano
    -very well thank you

    che bei ricordi..

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