Capitolo ansia N°1.

Più ci penso, a sta storia, meno mi piace. Intendo dire: scegliersi un vestitone, fare una festa con più di 100 persone… io non sono così, di carattere. Cioè, boh dai va bene, ci sposiamo bella cosa, tutti amici. L’albergo che avevo deciso non dà segni di vita, dopo un mese e due telefonate, quindi ora li chiamo per prendermi almeno la soddisfazione di mandarli affanculo, il vestito che non mi piace, non c’è niente che va come mi piacerebbe. Mi sembra tutto troppo “esagerato”. Sarà che sono un paio di giorni che non sto bene, ma io sta cosa non la faccio più. Tutte queste aspettative sulla festa del matrimonio, mi fanno passare la voglia.
Su ogni sito che visito scrivono “il grande giorno”, “il vestito perfetto”, “il giorno più bello di tutta la tua vita”… sono cagate! Il mio grande giorno è stato quando ho conosciuto Il Fidanzato, a Lucca e l’emozione più bella è stata quando sono arrivata a Pisa il 24 maggio 2010. Va bene sposarsi, perchè così siamo uniti di fronte alla legge, ma non c’è niente in questo “grande giorno”, che possa essere più importante di quello che abbiamo GIA’ fatto insieme. E mi dà fastidio che un giorno scelto arbitrariamente dal calendario debba diventare il mio anniversario, che il 2013 sia l’anno 0, squalificando i giorni bellissimi che abbiamo passato insieme fin ora. Sono stati i 3 anni più belli della mia vita, e sicuramente il 4° sarà uguale, perchè non li devo più contare e partire da 0 dal 2013?

I vestiti da sposa non mi piacciono. Mi sembrano costosissimi vestiti di carnevale. Una pagliacciata. Odio le principesse, le gonne a sirena, gli strass, gli svarowski, il bianco e gli strascichi. E anche i vestiti bianchi lucidi che cadono dritti. Gli strascichi sono forse la cosa che odio più di tutto. Metri di vestito che raccatta su terra e sabbia tutto il giorno, a meno di non avere gente generosa e sfortunata che ti tiene la coda tutto il giorno. Io non tengo la coda a nessuno per nessuna ragione al mondo, figuriamoci se me la faccio tenere. E poi, dai, parlo come uno scaricatore di porto, ma che principessa e principessa? Residuo di un rito, in cui un uomo, in possesso della propria figlia, consegna ad un altro uomo una creatura bianca e pura come un fiore, tant’è vero che c’ha pure i fiori in mano.

Odio tutto ferocemente.

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28 pensieri su “Capitolo ansia N°1.

  1. Nathalie, non te lo devo dire io, ma non è obbligatorio. Puoi sposarti senza pompa, tenendo solo il “magna” (con gli amici, sul prato, o in trattoria), E sceglierti un medio vestito figo che ti piace, semplicemente prendendoti la soddisfazione di concederti di pagarlo 50 euro in più.
    Il resto è sovrastruttura del mondo. Se ti piace, diventa struttura tua, e liberi tutti. Altrimenti, anche no!

  2. Ma perché, te non sei vergine?!?
    🙂
    Senti nath, poche storie, mettila così: sarai lo scaricatore di porto più raffinato ed elegante che si sia mai visto a Pisa (Genova non potevo dirtelo, perché lo scaricatore di porto più raffinato ed elegante ero io).
    E poi puoi sempre scegliere un vestito corto, chi ha detto che ci va lo strascico o la meringata? Pensa che il mio arrivava al ginocchio e sono riuscita a inciampare lo stesso…

    • Ohhhh… anche io lo vorrei corto, ma la suocera, che è dolcissima, lo preferisce lungo. “Nat, lo sai come sono fatta io, che dico come le penso e poi fate come volete. Però secondo me un vestito lungo…” Le voglio tanto bene e non voglio deluderla (è un giorno importante anche per lei), quindi sono molto indecisa.
      Corto bello l’avevo visto su Le Spose di Giò, ma innanzitutto quella checca maledetta di Armani non fa abiti oltre la 42 e poi l’atelier più vicino è Bologna. Due ore e passa di macchina per sentirmi dare della grassona. Ma anche no… Esiste gente con la 42 in età da matrimonio? Perchè io ce l’avevo la 42, ma 10 anni fa!

  3. La mia Zarina aveva un vestito al ginocchio, un modello da sera fatto fare in bianco.
    Prova tra quelli.Pio puoi sempre tingerlo di nero ed usarlo per gli anni a venire.
    Dio mio, la sindrome di “come ti vesti”. Sono posseduto da Carla Gozzi! (In Miccio proprio non riesco a vedermici, raccapriccio)

  4. uhahauhauha pure io odio le cose secondo rito, però tutta la rottura di palle del matrimonio è ciò che rende tutta la faccenda importante. Cioè non sto dicendo che è importante sposarsi solo per il giorno del matrimonio, ma se ci pensi a parte davanti alla legge (che richiede un rito più semplice e se poi festeggi sono solo fatti tuoi) non cambia niente, adesso sei solo autorizzata ad avere figli senza che le vecchiette ti guardino storto.

    …e tu comunque pensa agli invitati che poveracci dovranno sorbirsi pure loro la loro parte di rottura di scatole (almeno quando invitano me, è solo una rottura di scatole).

    p.s. ti ho dato l’alibi per non invitarmi, quanto sono elegantemente furbo :*

    • Diciamo che il cambiamento legale, diventa un po’ anche simbolico per me, però poi alla fine che le vecchiette mi guardino storto mi importa poco. Lo so che nel quotidiano non cambia niente. E’ per questo che mi sembra una follia chiamarlo “il giorno più importante” “il giorno più bello” ecc.
      Ci devo pensare a come impostare la faccenda, oppure non ci devo pensare affatto e prenderla con un po’ più di scazzo. La seconda che ho detto…
      E’ che ho un po’ di questioni che non c’entrano niente e che mi fanno pensierosa e quindi non me ne sto occupando a mente sgombra.
      Proprio nell’ottica che è una rottura di palle andare ai matrimoni, volevo fare un rinfresco breve sulla spiaggia, grazie di essere venuti, tanti saluti, arrivederci, ma non è così semplice da organizzare nel posto in cui voglio io e in ogni caso, persino un vestito coerente con le intenzioni (una roba semplice, lunga e nemmeno necessariamente bianca) è difficilissimo da trovare. Cioè, se uno vuole fare le cose semplici, non può. Mah.

      • Ero _abbastanza_ sicura del rinfreschino casual, perchè mi vuoi confondere, maledetto te!!
        Dici che gli invitati potrebbero sentirsi in imbarazzo per il regalo? Ma figurati se mi importa del regalo! Invito solo persone a cui tengo molto, che mi conoscono bene e che sanno che non giudico in nessun modo o che possono addirittura non farmi il regalo, basta che vengano. Quelli che non invito è perchè non li voglio e se mi levano il saluto è pure meglio. Non ho molte vie di mezzo 🙂

  5. Hai perfettamente ragione. E’ diventata una gara a raggiungere il massimo nello sfarzo. Se io mi sposassi adesso farei una cosa semplice semplice. Tutte queste trasmissioni tivù sui vestiti da sposa che scelgono te mi hanno proprio schifato.Ma del resto il mio vestito da sposa di trent’anni fa era semplicissimo contro il parere di zia e suocera che mi facevano vedere grandi vestiti da principessa! E anche tutta questa preparazione… mi ha detto la parrucchiera che c’è qualcuno che va a provarsi l’acconciatura un anno prima: per me cose dell’altro mondo!

    Nella sua essenza il matrimonio è un sacramento per chi ci crede (io sì) e non ha bisogno di sfarzo. Tanto meno credo per chi lo vive come un riconoscere davanti allo stato la propria unione. E allora?
    Vivi tranquillamente il tempo di attesa che ti resta: l’unica cosa importante siete voi due!

    • Grazie, parole sante! Cercherò di farlo, anche se, sforzandomi di non pensarci, finisce che o mi sento in colpa perchè non ci penso o mi rimane comunque una spina nel fianco. Mi sa che devo fare un respirone e calmarmi 🙂

  6. boh, io mi sono sposata in comune con il vestito da meringa, perché l’ ho sempre detto che se mi sposavo era per la mering, la festa con tutti e i regali e per semplificare la vita ai figli, Poi mi sono realmente sposata per semplificare un visto che non abbiamo mai fatto. La festa allo stabilimento-ristorantino con la luna piena che pendeva sul mare (sono dell’ Adriatico, non so che ora toccherebbe fare da voi).
    Insomma, bimba tua suocera te l’ ha detto, tu prendi atto, sposati in pantaloni di pizzo bianco, possibilmente a pelle, se li prendi elasticizzati si trova pure la 48, evvai. Fatevi una grigliata in spiaggia, ballate assai se qualcuno da voi balla e poi buttatevi tutti quanti vestiti in acqua prendendo la rincorsa. L’ ho sempre detto che dovevo fare la wedding planner.
    (E le partecipazioni?)

    • Ahahahaha! Nooooo! I pantaloni stretti di pizzo no, mi si vede la cellulite! Sono piccola e cicciottella (ma non ancora una 48), mi ci vuole qualcosa che slanci, tipo un paio di trampoli o una controfigura, uno stuntman, un miracolo, vedi tu.
      Io mi sposo per un bisogno di inclusione e di appartenenza, perchè Il Fidanzato sia il mio parente più prossimo, poichè già ora è l’unica persona a cui affiderei la mia vita se non fossi in grado di prendere decisioni e so che prenderebbe la decisione migliore. E’ la persona nelle cui braccia mi abbandono ogni sera senza un dubbio, anzi. Mi pare che il mondo cattivo vorticoso, quando siamo nel letto insieme la sera, non ci possa raggiungere o ferire. Mi sembra che insieme siamo una roba potentissima che può superare ogni ostacolo. Saranno anche banalità, ma alla fine mi sposo con lui, non con tutte le persone che ci sono intorno. E nonostante di questa cosa io sia sicurissima, come sono sicura che, stante quel che ho scritto prima, fronzoli orpelli e cose varie non ci servono, finisce che quando il contesto mi spinge a fare una cosa diversa da quella che sento, per un po’ rimango confusa e mi devo ricentrare su di me per stare tranquilla…
      Ma poi passa.
      Grazie per la visita e per il commento 🙂

  7. Hai ragione, definire il giorno del matrimonio il giorno più bello appare un’assurdità, eppure.. Noi ci siamo sposati dopo esser stati insieme 10 anni, e quel giorno è stato memorabile per me. Sparite tutte le ansie, le paranoie e i timori che nascono solo con i preparativi, ero semplicemente felice, mi sono resa conto che tutti i dubbi sul come fare che avevo prima erano delle enormi sciocchezze, che non aveva importanza se non era tutto perfetto perché ad essere perfetto era il semplice fatto di essere lì, insieme, quel giorno.

    • Suppongo sia uno di quei passaggi simili all’esame di maturità, per cui ti dicono tutti che ti agiti per niente, ma lo scopri solo a cosa fatte che era vero 🙂
      Per ora ho capito che devo fare le cose con ordine. Innanzi tutto il posto, perchè comincio a sentirmi rispondere che i locali sono già impegnati. Poi il resto si vedrà. Come bomboniere mi piacerebbero molto “i giardini tascabili”. MI piace l’idea che dal mio matrimonio le persone escano col semino di un fiore piantato che poi crescerà.

  8. the pellons' mother ha detto:

    Mi trovo perfettamente d’accordo. E non parliamo di tutta questa “ansia” di organizzare. Di tutta questa “fatica”. Non esageriamo…

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