Natalie e la scienza dello smerdino.

Sembra che se non è “assolutamente” sì, non è “abbastanza” sì. Una volta le alternative erano o sì o no, senza gradazioni di sì. Era più rassicurante, una volta. Sono del parere inoltre che tutti gli esseri umani dovrebbero essere dotati di un budget limitato di punti esclamativi, puntini di sospensione e punti interrogativi, in modo da amministrarli con maggiore accuratezza. Tipo se esclami più di tanto esplodi e muori.

Cika potrebbe pensare che il titolo di questo post richiami le 50 sfumature del suo di post e invece no. Era da tanto che pensavo ad un titolo come questo, indipendentemente dal contenuto che ne sarebbe seguito. Principalmente perchè lo scopino del bagno era da cambiare e nel conversare amabilmente su questo argomento Il Fidanzato mi confidò di aver letto una rivista di arredamento in cui lo scopino era chiamato smerdino. E da allora be. Lo chiamo smerdino, chiaramente. Quante cose si imparano leggendo. Un bambino che legge sarà un adulto che pensa, dicono.

Non immaginavo che fosse così complicato scegliere uno smerdino. Appartengo a quella categoria di persone che sarebbero molto agevolate dall’aver a disposizione la scelta di un solo oggetto, di dimensione standard, di un solo colore, prezzo unico nell’unico negozio al mondo. Altrimenti la cosa si fa lunga. Già scegliere tra un colore e un altro è complicato.

Però, mentre vagavo confusa nel giardino degli smerdini del Brico, mi colse improvvisa come una scarica, la domanda. “Ma chi li progetta gli smerdini? E con quali criteri? Usano CAD per disegnare i modelli? E i materiali chi li decide?” Poi la scenetta buffa. “Ciao come ti chiami?” “Ugo” “Come mai hai i capelli verdi?” “Non lo so” “Che lavoro fa il tuo papà?” “Gli smerdini”. Dev’essere una professione edificantissima. In seconda battuta ho pensato che un bambino che legge alle volte corre dei rischi. Dipende da cosa legge e dove. Io leggevo tantissimo da piccola.

Nella galleria dei copri-water, privi di vocaboli buffi a sostituire nomi composti, ho pensato che se è come quando vai al canile e il cane sceglie te, o quando vai in libreria e il libro sceglie te, l’esperienza di essere scelti dal proprio copri-water poteva essere un’esperienza degna di nota. Il copri-water Rio non ci ha trovati abbastanza carnascialeschi. Io non ho un bel culo e Il Fidanzato di carnagione è un po’ pallido. Nemo non ci ha trovati abbastanza marini. La Piemontesina non mi ha più riconosciuto come sua connazionale, perchè c’ho le origini un po’ di frontiera, verso la Lombardia e l’accento mi si è imbastardito un po’ ora che vivo anche a Pisa. Già non era proprio piemontese piemontese. Ora pure con una poco più che impercettibile sfumatura toscana, non mi s’affronta (appunto). Toscana ci snobba perchè non siamo di qui. In ogni caso raramente le colline senesi delle assi del cesso socializzano con quelli di fuori le mura. Fuori delle mura non sei nessuno. Figurati se sei di lontano. Gli dei pagani sanno che siamo atei. Ma TESI si è innamorata della nostra aria cattedratica e secchiona. Dei miei occhiali grandi e del colorito pallido e studioso del Fidanzato. Così il copri-water bianco Tesi ci ha scelti, ed è venuto a casa con noi. Insieme a Smerdino.

Una mia amica mi ha detto che non sei tu a scegliere il vestito da sposa. E’ lui a scegliere te. E quindi mi auguro che faccia come Tesi, perchè altrimenti nella confusione generale, con tutti i vestiti che si sono al mondo, io poi mi perdo, come nel giardino degli smerdini  e mi interrogo su cose strane, tipo com’è la progettazione, se si usa CAD, se la sarta ha un figlio che si chiama Ugo, che legge tanti libri, oppure se ne legge pochi. Che effetto gli fanno i libri e cose così.

In pratica io e Il Fidanzato ci sposiamo, ma nell’imbarazzo generale non ho trovato parole migliori per dirvelo. E penso che dirò sì e basta. Assolutamente.

Dai però, sentitela la canzone per una volta, è bella bella!!

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13 pensieri su “Natalie e la scienza dello smerdino.

  1. Secondo quella gente che ne capisce d’Italiano (cioè, quelli che se tutta la nazione dice “a me mi” loro la rimproverano, perché l’Italiano va studiato a tavolino, mica è una lingua in divenire che può cambiare) “assolutamente sì” è una locuzione sbagliata perché assoluto significa sciolto e non può esserci sì sciolto (quando lo spiegarono sembrava avere senso ‘sta storia, ma adesso che la riscrivo mi sembra una gran vaccata).

    Il Cika non aveva fatto nessun collegamento, sarà che è mezzanotte e l’unico collegamento che mi viene naturale è il letto, ma se t’avevo ispirato pure ‘sto titolo (dopo quello “Una volta ero una brava persona” simile a “Una volta ero una persona coerente”) mi sarei iniziato a preoccupare, già ‘sto nomignolo femminile che m’avete affibbiato è un problema, ma poi diventare la musa ispiratrice di qualcuno diverrebbe difficile da gestire.

    Cioè insomma, i libri che mi scelgono hanno gusti orribili, spero che non mi scelga niente che abbia a che fare con sfumature di colore.

    p.s Auguri alla felice coppia 🙂
    p.p.s. Bello il sax
    p.p.p.s. Questo commento è senza punti esclamativi né glutine per rispettare la vostra naturale regolarità

    • Ah, ma no, in realtà era perchè avevo letto i commenti sulle 50 sfumature di m…arrone quando ho cominciato a scrivere. Invece “una volta ero una persona coerente” non mi era venuto in mente, pensa te. Davvero una volta ero una brava persona e ora sono un po’ di pietra.
      Assoluto sarebbe AB-Solutum, cioè sciolto da vincoli. Lo sapevo anche io, ricordo di scuola, ma poi c’era anche tutta una storia su come la parola si era trasformata nei secoli che però non ricordo.
      Ora, però che un libro in libreria ti chiami, che sia lì immobile nella sua libreria e qualcosa di lui ti attragga come se fosse lui a voler esser letto è vero. Spero sinceramente che funzioni così anche per il vestito da sposa, perchè sinceramente sono un po’ confusa sulla questione.
      Grazie per aver rispettato le mie intolleranze linguistiche, ma puoi scrivere tutti i punti esclamativi che vuoi 🙂

  2. Valentina ha detto:

    Lol non sei mica normale te. Lo smerdino per annunciare il tuo matrimonio. Complimenti donna sei ufficialmente fuori di testa (e meravigliosa).

    • Ahaha 🙂 Non scrivo quasi mai quello che direi in un qualunque momento della giornata. Cioè, prima di scrivere di solito penso. E invece volevo dire questa cosa ai miei amici e l’ho scritta nello stesso modo in cui l’avrei detta… ma non so se si è capito il gesto. Comunque Giap è contento. Ckf normale, invece. Gli altri perverranno 😀

  3. Chissà perché già dal titolo sapevo che ‘sto post mi sarebbe piaciuto.
    Beh, che dire Nath, sapevi che avrei apprezzato, per me non potevi scegliere modo migliore per dircelo.
    Certo, fa un filino pensare l’accostamento matrimonio/merda, ma io lo interpreto così:
    La cacca porta bene!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!……………
    Veroooooo?????????????????????

    BOOOOMMM!

    + Rip

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