Il più grande prodotto dell’anno dopo il big bang

Io devo sapere quando è successo e chi è stato. E perchè non mi hanno chiamato. Ad eleggere il prodotto dell’anno. Io vorrei sapere chi ha indetto le elezioni, quando ci sono state, con quale sistema si è votato e perchè io non sono stata convocata per andare a votare. Perchè ho perso il mio diritto al suffragio del prodotto dell’anno. Certo avrei votato qualcosa tipo la preparazione H per le emorroidi o i test di gravidanza (in quante occasioni i test mi hanno reso servizio calmando le mie ansie, la paura di essere gravida, io primipara tardo-adolescente), ma non è questo il punto. Vorrei inoltre sapere perchè tutti i prodotti sono stati eletti prodotti dell’anno. Cioè vorrei sapere perchè la malaugurata volta che non faccio zapping tra un intervallo pubblicitario e l’altro, ad ogni spot la voce fuori campo menziona “eletto prodotto dell’anno”. Tutti. Dalle pastiglie con brillantante per lavastoviglie alle creme idratanti. Eccheccazzo.

Vorrei conoscere l’unità di misura della liscezza del capello. O l’unità di misura della luminosità del capello. Perchè tipo, per la lunghezza del metro, c’è una specie di lingotto di un metallo ben preciso mantenuto a precise condizioni di pressione, temperatura, umidità. E’ lungo appunto un metro, sta in un museo e tutti quelli che vogliono fare un metro devono usare quello come termine di paragone. Ecco. Io vorrei sapere quale capello hanno preso per unità di misura della liscezza e della luminosità. Poi chissà di chi è quel capello. Che schifo. Questo me lo chiedo perchè quando mi dici che il balsamo mi rende i capelli il 25% più lisci o più luminosi non è come quando io dico “quella cosa è 3000 volte troppo più bella di quell’altra…” che è un modo di dire, un modo per enfatizzare. 25% mi fa supporre che sia una cosa seria,  mi fa supporre che prima di sparare una cifra hai misurato. Voglio sapere come. Tutto qui.

Poi se vogliamo ancora parlare di politica a me sta bene. Ma prima smettiamo di prenderci in giro. Il sistema che ci tratta da idioti e noi che continuiamo a comprare i prodotti dell’anno.

 

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6 pensieri su “Il più grande prodotto dell’anno dopo il big bang

  1. sai che qualche anno fa ne parlò anche Luciana Littizzetto? e scoprì che “il migliore prodotto dell’anno” viene eletto per categorie. credo che si possa anche chiedere di far parte della giuria… io, per ripicca, faccio la spesa al hard discount dove non si trova nessun migliore prodotto!!! 🙂
    ciao tigli&gelsominO

    • Io cerco di comprare il più possibile bio, compatibilmente con le mie risorse. Cerco di non comprare organismi geneticamente modificati, non uso acqua imbottigliata, mentre sull’abbigliamento sono ancora debole… Ora meglio, ci sono stati periodi in cui con il consumo critico ero una palla mostruosa. Oggi sono un po’ più flessibile, perchè voler vivere in un certo modo non può essere un castigo. Per esempio c’è chi per essere bio fino in fondo si tinge i capelli in casa con la polvere di hennè e non va dal parrucchiere, chi compra i vesti al commercio equo e solidale… Io non riesco a trasformarmi del tutto in un cesso. E mi sento in colpa perchè non riesco a farlo. In adolescenza riuscivo, mi preparavo pure i balsami in casa (avevo un libro di ricette), ma a 16 – 20 anni per essere bellini basta poco 🙂
      Il mio sogno è una casa in campagna ad impatto zero, con pannelli solari e accumulatore, con il mio orto e una brava signora da cui comprare le uova e la carne. Mi piacerebbero i gruppi di acquisto solidale, ma non ho spazio per la dispensa…

      • purtroppo vivo di corsa, in auto (sono pendolare, 53 km dal luogo di lavoro, da quasi 11 anni) euro5 con filtro antiparticolato. però: risparmio l’acqua, faccio la raccolta differenziata, per spostarmi a ferrara uso i mezzi pubblici in inverno e la bici in estate, cerco di scaldare troppo la casa in inverno e non pretendo di avere 22 gradi in agosto. punto. faccio del mio meglio ma, a parte il fatto che rendermi un cesso non richiederebbe per altro troppi sforzi, vorrei anche “vivere”. non c’è motivo per cui passi le giornate a castigarmi mentre la maggioranza del resto del mondo usa/consuma/spreca e non ci pensa.
        ciao, tigli&gelsominO

    • Ciao e grazie della visita. Ma anche no, posso convivere con il dubbio 🙂
      Sono iniziative che mi disturbano profondamente. Mi disturba essere invogliata a comprare, mi disturba che si studino le mie preferenze e che i prodotti si adattino a questo. Poi va da sè, ho facebook, uso google e navigo e dopo un po’ sulla posta elettronica compare proprio la pubblicità di quello che cercavo qualche giorno prima.
      Mi disturba essere falsamente trattata come una persona che vale “perchè io valgo” quando siamo tutti consapevoli che per il resto del mondo sono solo un soggetto che compra cose. Il mondo gira intorno al fatto che noi siamo solo una moltitudine di formichine che comprano cose, mentre altre formichine in altre parti del mondo vengono sfruttate senza il minimo riguardo per la dignità e la salute, perchè possano produrre a basso costo le cose che io posso comprare.
      Io consumo il più possibile in modo critico. Anche se non riesco ad essere del tutto immune dal brand.

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