Introduzione. Sul Grande Amore dopo i 30 anni.

Io dovrei far parte  ormai a pieno titolo di quella categoria mielosa di persone del “Grande Amore”, quelli accasati, quelli che hanno trovato “La Persona Giusta”.
No. Io non ci sto, non lo farò.
Non infliggerò alle mie amiche single il tormento di sentirsi dire “Quando meno te lo aspetti, quando non lo cerchi più, vedrai, lo troverai il Grande Amore. E lo saprai subito”. Questo è il sermone che mi sono sentita fare, non subito dopo il Perfido, e nemmeno subito dopo Il Marcio. Ma comunque spesso. Subito dopo Il Marcio è mancata mia mamma, i discorsi erano più del tipo “Perchè non ti rifai una vita?” Domanda a cui rispondevo “Io ce l’ho una vita, è che non la divido con nessuno. E comunque cazzo grazie, non ci avrei pensato da sola”

Gli accoppiati si sentono sempre come a un gradino successivo della scala evolutiva, per cui consolano i single, li rassicurarno sul fatto che per tutti gli esseri umani è previsto un futuro felice e che quindi si deve solo aspettare. Sbagliato, per un futuro felice ci vogliono alcune condizioni e ti devi sbattere. Raramente qualcuno è psicologicamente sano e fa meno fatica, ma alla maggior parte delle persone tocca cercare di capire perché le cose non vanno (ed è già un successo, la maggior parte delle persone dà la colpa all’altro sesso e si sente a posto così). Poi il resto lo fa la fortuna. Mesi fa una utente del servizio in cui lavoravo si è suicidata in casa da sola. Ha sistemato il cane e il gatto, lasciato due righe e si è uccisa. E’ stata trovata dopo due settimane. In mezzo c’è stato il suo compleanno e nessuno si è accorto della sua morte, perchè nessuno le ha fatto gli auguri. Era sola e per questo mi ha assalita una tristezza infinita per lei. Ma mi ricordo sia i giorni in cui in ufficio sembrava di buon umore, sia i giorni in cui avresti voluto defenestrarla. Aveva litigato con tutti ed era infelice.

La gente non ha solo sfortuna, ci mette anche del suo.
Quindi vi risparmierò le ricette del Grande Amore, che tutte le fortunatissime coppie che stanno insieme da pochi anni ti dicono.
La mia amica Anna, a cui ho presentato il suo attuale marito ai tempi del liceo (quindi circa 13 anni fa), mi dice: “E’ stata fortuna. Mi sarebbe piaciuto troieggiare un po’, ma sono felice così, non potrei stare con nessun altro”. E parla di suo marito, non con sognante espressione falsa: lo stima, lo ammira, ma con i piedi per terra. E’ tutta per Davide nei gesti, a parole poi non è che si perda in cuoricini palloncini.
Io invece sono sempre stata un po’ lingera. Nell’arco dei suoi 13 monogmami anni, io ho avuto 3 storie serie e lunghe (di cui l’ultima in corso), qualche storia semiseria, qualcuna veramente ridicola, qualcuna un po’ così.
La questione del colpo di fulmine?
Balle.
Si spera sempre che sia il Grande Amore ed è per il fine del Grande Amore che ometti le piccole difficoltà quotidiane nel farti capire, le incongruenze del comportamento dell’altro rispetto a come vedi tu la vita, ometti quel vago senso di qualcosa che non va, quello che Il Fidanzato chiama “l’angolo freddo”. A me viene di più che la scarpa in cui cammini cammina, ma non ti calza perfettamente. Alcuni vivono tutta una vita con un angolo freddo nel cuore, perchè non hanno il coraggio di non accettare il compromesso: una vita felice o una vita sicura? E vi dirò onestamente che io ho fatto la scelta di stare da sola piuttosto che stare in un compromesso, ma non mi sento di criticare chi ha fatto diversamente.
Io sono una sognatrice.
Ma non credo che esserlo sia giusto in assoluto. Ci sono i pro e i contro.
Fino a un anno fa, single o fidanzata, mi chiedevo sempre se l’uomo della mia vita stesse passeggiando da un’altra parte.
Poi è vero che c’è la volta in cui è diverso.
La volta in cui vai a caccia della vocina che ti dice che qualcosa non va e non la trovi.
C’è la volta in cui tutto ciò su cui prima ti fissavi può essere dato per scontato da subito ed è da subito che vai oltre.
C’è che secondo me a 20 anni ti adatti a tutto, a 30 sei nevrotico e non ti adatti a quasi niente.
Non sei più disposto a negoziare un’idea, lo spazio di un’identità, il modo in cui si rifà il letto, in cui si gestisce la macchina o si gestiscono le bollette. Quindi ci deve essere quella congiuntura per cui due persone attraversano un periodo simile (e cioè sono aperti a una nuova relazione), hanno dato risposte ad ogni singola domanda su come la pensano (perchè ci sono bambini in corpi di quarantenni che fanno ridere i polli) e sulle più importanti si sono dati risposte simili, combinazione si attraggono fisicamente, e in più scatta quel quid inesplicabile, per cui conosco un certo numero di bravi ragazzi, ma mi innamoro solo di lui. Ecco, quando scatta tutta questa serie di coincidenze allora ci sei. Ma il problema è che ci vuole fortuna, come un terno al lotto,  un colpo di fortuna di quelli per cui metti in discussione tutto e ti dici: “capita una volta nella vita, o la va o la spacca”. Dico che è fortuna, perchè, ammesso che tu abbia fatto un buon lavoro su te stesso, se questa persona che ti fa girare la testa esiste, deve persino, non solo trovarsi nello stesso spazio fisico, ma incontrarti, conoscerti e trovarsi con se stesso nel momento giusto per accorgersi di te…

Senza questa esperienza non sai quantificare le precedenti, non hai metri di misura. Per questo sembra sempre il grande amore. Il cuore, finchè non lo metti alla prova, non sai mai quanto si può espandere.

Quando ho conosciuto Il Fidanzato, non è che non me lo aspettassi più o che non ci sperassi nel Grande Amore. Ero solo stanca della manica di deficienti che ho conosciuto per vedere dove si trovasse. Ero stanca delle cene senza senso, del dire “non è proprio quello che volevo ma vediamo come va, perchè devo sempre essere così giudicante?”. Ero stanca di guardare e dire no come al supermercato. Ero stanca delle chiacchiere inutili, del dover trovare qualcosa da dire, del non poter dire tutto quello che mi piace fare o leggere, perchè molti ragazzi si sentono evirare dall’intelligenza di una donna. E così tutto sommato ci speravo, ma alla fine non ero disposta a un’altra cena senza senso, a un’altra delusione, all’ennesima persona inutile. Ecco, non è tanto che non cerchi più, è che a un certo punto ti stanca il mondo.

Il Fidanzato me lo dice ogni tanto che non è detto, che magari al mondo esiste qualcuno di più adatto noi di noi, ma entrambi sappiamo che le probabilità che questo accada sono molto basse. Perchè se uno considera razionalmente le probabilità che ci sono di innamorarsi seriamente di una persona rispetto alla quale non c’è soluzione di continuità tra la tua intimità e la sua, bè, è difficile. Poi di robine insipide puoi averne quante ne vuoi se ti accontenti.
“L’amore è eterno finchè dura”. Condivido pienamente il titolo e il film. Alle volte va avanti tutta la vita. Io punto tutto sul “per sempre”, ho mollato il lavoro, ho venduto la casa e sono partita. Trasferita di 240 Km, direzione sud.
Ma sono lucidamente consapevole di una cosa: devi arrampicarti su una china ripidissima, in cui guardi in faccia tutti i tuoi limiti, le tue responsabilità e i circoli viziosi di cui sei artefice; quando arrivi in cima, sventola rapidissimo un codino, come al calcinculo, alle giostre. Se vedi il codino e sei abbastanza veloce, è fatta. Quindi posso dire sì, che incontrare Il Fidanzato è stata fortuna, ma una fortuna che mi son dovuta meritare: mi sono fatta i miei due anni di psicoterapia, mi sono criticata in modo spietato, ho visto qual era la mia quota di responsabilità nelle mie disgrazie. Ho imparato ad accettare che certi tipi di fallimenti faranno sempre parte della mia vita. Ho imparato ad evitare i più grossi. Ho imparato a scegliere e fortunatamente anche Il Fidanzato ha scelto me.
Così ecco, alle poche amiche single io non dico nulla sull’amore.
Non lo so come va, davvero.

So solo che a me è andata bene e spero vada così anche per loro al più presto, se è quello che vogliono. Ma dico anche che se proprio vogliono una cosa e non l’hanno ancora ottenuta in 30 anni (e più), allora forse c’è un problema di strategia. Risolvitevi quello va’, e poi ne riparliamo.

Concludo con la colonna sonora figa da dio, quella che mi cantavo  durante il periodo delle lunghe chiacchierate con l’amore mio,  in cui lo consideravo irraggiungibile, troppo perfetto per me, ma mi dicevo che avrei voluto proprio una persona così. Anche lui pensava lo stesso di me.
Non si può scegliere chi amare, ma fortunatamente, se avessi potuto, avrei scelto lui.

[On air: Marta sui Tubi – “Sushi & Cola” – La Spesa]

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6 pensieri su “Introduzione. Sul Grande Amore dopo i 30 anni.

  1. c’è un odore di nuovo qui…è bellissimo. adoro l’odore di nuovo, le scarpe, le borse, le macchine, la pittura, i blog.
    ho letto due cose e le ho trovate molto intime. grazie.
    e.

    • Che gentile 🙂
      Molti miei “amici di blog” sono passati a wordpress… io non penso di farlo del tutto, “quello là” è la mia casa. Però vorrei cominciare a mettere insieme le cose che ho scritto, collegarle fra di loro e farne una storia… poi vedere come va. Quindi boh, questo è un posto in cui metto in ordine cose, il “quaderno di bella”. Devo ancora capire come funziona, però. E con tutto questo inglese ho dei serissimi problemi!

  2. valeria ha detto:

    sei un genio! mi sono commossa, ho riso, ho riprovato certe sensazioni chiuse nei cassetti del passato.
    e non dire che sono gli ormoni della gravidanza!
    mi piace . e punto!

    • Grazie Vale 🙂
      Secondo me di libri che iniziano così ce ne sono tanti, vediamo come si sviluppa… ho in mente la trama in generale, poi i singoli pezzi chissà. Pensavo di avere un sacco di materiale e invece scrivere i pezzi di raccordo tra un brano e l’altro è molto più lungo di quanto pensassi. Specie nei pezzi in cui rifletto sul senso della vita spero di non evolvere nella brutta copia di Fabio Volo (che detesto)…

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